Scuffet, altro che parabola discendente

Scuffet, altro che parabola discendente

Simone Scuffet a breve si trasferirà: finalmente il nazionale U21 (fresco di convocazione) potrà giocare con continuità per crescere. In giro si legge spesso che la sua vicenda è una parabola discendente: del resto l’anno scorso di questi tempi era ambito dall’Atletico Madrid.
Ma la sua è stata una scelta di vita. Certo, a vederla cinicamente ha rifiutato un passaggio verso l’allora squadra campione di Liga, rifiutando anche parecchi soldi (si parlava di un milione a stagione). Certo, nella sua scelta ha inciso la famiglia. Certo.
Solo che questa storia della parabola discendente suona strana. Intanto, prima di tutto, se fosse andato via non è certo che sarebbe diventato titolare in Spagna. Anzi, è possibile che le difficoltà incontrate a Udine le avrebbe trovate anche a Madrid. Ovviamente con un ingaggio diverso, ma anche con l’impossibilità di giocare.
Restando a Udine ha scelto per sé, ma soprattutto la società ha mantenuto in casa un capitale non solo economico, ma anche sportivo. Karnezis ha 30 anni, probabile che se confermasse la sua forma strepitosa anche quest’anno, la prossima estate se ne possa andare. A quel punto Scuffet potrà tornare con un bagaglio d’esperienza in più e con la possibilità di giocare titolare.

Non è una parabola discendente, è programmazione, è scommettere su un friulano che potrebbe vestire la maglia che fu di Dino Zoff, l’ultimo baluardo nostrano a difendere la porta della sua terra.
Chiamarlo declassamento perché va a giocare in B è superficiale: certo se fosse andato in A a Carpi sarebbe stato meglio, ma anche qui ci sono dubbi. Siamo certi che in Emilia o a Frosinone avrebbe potuto crescere tranquillamente in squadre che giocheranno presumibilmente solo per la salvezza?

Semmai è più complicato il discorso per Alex Meret: altra stella nostrana, altro giocatore attualmente chiuso dal greco e da Rafa Romo. In un ruolo che regala poco, anche lui dovrà cercare fortuna altrove per poter confermare quanto di buono tutti dicono di lui (c’è chi afferma che sia anche migliore di Simone).
Ma se il suo omologo ha trovato quasi sistemazione, per Meret si vedrà.

Di certo per il futuro anche lui dovrà scegliere, perché anche se Karnezis se ne dovesse andare fra un anno, il posto è unico e la concorrenza tra due giganti non è contemplata. Se la giocheranno onestamente, ma per l’Udinese è un onore avere portieri così bravi cresciuti in casa. Per loro la carriera è appena cominciata: da cavalcare, certo, ma di certo non chiamatela parabola discendente per nessuno.

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