Stagione di vento

Stagione di vento

“Le stagioni oggi hanno perso la strada, una volta erano gente d’onore, si presentavano in modo appropriato. Non c’erano inverni caldi, ma moderati”, sostiene Andrea Camilleri.
In effetti le stagioni, specie nel calcio, non sono più le stesse: risultati a sorpresa nella prima giornata, non ultimo quello della nostra Udinese, fanno sorgere una considerazione impertinente: l’estate abbaglia, l’autunno porta le Nazionali, l’inverno riapre al mercato, la Primavera è di semina per la stagione successiva. Allora quando diamine si vedono i veri valori?
La risposta è facile: già oggi. Non reali, non obiettivi, non definitivi, ma la Serie A ha detto chiaramente che alcune squadre, come capita storicamente, hanno fatto ci conti senza l’oste. O meglio hanno fatto i conti, e qualcuno è stato obbligato a farlo, lasciando all’oste (leggasi allenatori) il compito di assemblare le solite accozzaglie di pedatori che non sempre sono campioni così come vengono dipinti da giornali spesso affini a giudizi non sempre obiettivi.

CARATTERE L’Udinese, quindi, che squadra è? Per ora è una squadra che ha carattere. E questo può bastare ancora, anche perché i risultati, con un campionato eterno ed eterogeneo come questo, sono frutto spesso anche della casualità. Non è di certo un difetto o una manchevolezza. Pensateci, avere l’avversario giusto di fronte nel momento giusto è la chiave di volta per costruire i successi. L’Udinese del terzo anno di Guidolin è stata brava, ma anche fortunata nel trovarsi al posto giusto al momento giusto. Lo è stata meno quella di Stramaccioni, quando ha incrociato squadre più affamate.
Certo una compagine forte è tale perché avversità e fato passano in secondo piano dinanzi alla forza della rosa, ma questo accade spesso solo per poche elette.

VOLANTE  Col Palermo Colantuono plasmerà ancora la sua Udinese con pietra angolare l’aggressività. Poi si cercheranno nuove soluzioni: aspettiamoci un gioco più propositivo di quello visto con la Juve, dove il regista che non c’è (Guilherme starà fuori un mese o anche più), deve mostrare che oltre alle gambe c’è di più. Iturra è tanta sostanza e a Torino è stato determinate per questo, Pinzi è un mastino che tutti conoscono, Merkel da questo punto di vista ha più fantasia.
L’idea che il tecnico sta elaborando è di alzare il baricentro d’azione del mediano (volante, o come volte chiamarlo), per far sì che possa contribuire attivamente alla costruzione del gioco. Aspettiamoci passaggi ai laterali e retropassaggi per fare in modo che il Palermo abbocchi e si stani , venga a pressare alto creando così spazi per inserimenti improvvisi.

PROBABILE FORMAZIONE In attesa di capire se Di Natale e Adnan recupereranno (c’è ottimismo), Colantuono ha provato Pasquale al posto dell’iracheno, la coppia ZapataThereau e Iturra confermato davanti alla difesa. Per il resto nessuna novità rispetto a Torino, se non  Kone inserito dall’inizio al posto di Badu che sta continuando a lavorare a parte.

VENTO IN POPPA Aggressività e fantasia dunque, ben sapendo che la vittoria con la Juve è frutto di una stagione strana, ma è anche figlia di pragmatismo. Il campionato di A è una lunga stagione arida, dove chi semina bene adesso ha possibilità di emergere. Perché le stagioni non saranno più le stesse (e una massima serie con venti squadre è troppa), ma qualcosa lo si è già intravisto e bene. Alla faccia di chi rosica per sconfitte preventivabili, ma ben nascoste da titoloni a prima pagina.
Questa è una stagione di vento: serve sfruttarlo a dovere per far gonfiare la vela e prendere il largo. Come lo si faccia non importa e l’Udinese l’ha capito bene.

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