Tre passi per un sogno

Tre passi per un sogno

Atalanta, Lazio, Juve: tre passi verso la finale, verso un sogno chiamato Coppa. Alle soglie dei 120 anni cullare la speranza di alzare un trofeo è lecito

Udinese, ti va di fare tre passi con noi? La Coppa Italia è strutturata male, anzi peggio. Il tabellone all’inglese sarebbe bellissimo solo se proposto all’inglese. Questa formula rivisitata ampiamente all’italiana piace più o meno  come uno spezzatino di nutria (mai provato, ma non dev’essere un granché). Sarebbe bello, invece, vedere tutte le squadre italiane, dai dilettanti alla A contendersi il trofeo, proprio come avviene Oltre Manica. Certo ci sarebbe da partire a luglio, certo ci sarebbe da combattere l’ostruzionismo delle solite note, ma almeno avrebbe un motivo questa coppa.

Non piace nemmeno a mister Colantuono questa coppa così com’è: “La formula della Coppa Italia secondo me è sbagliata, perché premia sempre le solite note. Potrebbe essere più stimolante se si cambiasse qualcosa a livello di regolamento. Ad esempio  che le squadre più forti giocano in trasferta, per rendere le cose più accattivanti, perché così, onestamente, è più difficile“.

Però, a pensarci bene con tre passi potrebbe anche portarti in finale. Una maledizione l’epilogo per l’Udinese: dal 1922, quando perse il primo trofeo contro il Vado, ha raggiunto al massimo la semifinale, l’ultima volte tre anni fa quando la marcia verso Roma è stata bruscamente interrotta dalla Fiorentina e da alcuni raccattapalle impertinenti. Peccato, Guidolin meritava di chiudere il suo ciclo con la possibilità di alzare una coppa.

Proprio questo punto è alla base di tutto il ragionamento: a 119 anni di età, in prossimità di un compleanno storico, provare ad alzarla non è delittuoso pensarlo. Certo i tre passi verso Roma si chiamano Atalanta, Lazio e Juve, ma questa Udinese che sembra l’emblema della working class proprio in queste occasioni potrebbe esaltarsi.

E con l’Atalanta i ragazzi della Primavera, assieme a altri elementi considerati ad oggi ‘seconde linee‘ dovranno dimostrare che non hanno nulla da invidiare ai più grandi.

Mister Luca Mattiussi, che può andare fiero di come li ha cresciuti, spesso ricorda che il passo dalle giovanili alla prima squadra è tremendo: lo è, ma quale miglior occasione di questa coppa per iniziare a prendersi responsabilità e far cullare un sogno ai tifosi?

Forza ragazzi, tre passi per un sogno: non sono poi molti, anche se non facili.

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