Tutto da rifare (per l’ennesima volta)

Tutto da rifare (per l’ennesima volta)

Per anni l’Udinese ha brillato per competenza e lungimiranza, ma oggi il quadro è decisamente diverso. E l’impresa più complicata che spetterà a Delneri sarà ricompattare un ambiente più che mai disgregato

L’Udinese riparte dal “via”. Come nel gioco del Monopoli, la formazione di Gigi Delneri si ritrova al punto di partenza, dopo aver collezionato imprevisti di ogni tipo e aver pagato a caro prezzo i suoi errori di valutazione. L’ennesima falsa partenza che complica ulteriormente una risalita destinata a non concretizzarsi in tempi rapidi.

Le problematiche che affliggono la squadra sono molteplici, ma l’aspetto psicologico è determinante. Stagione dopo stagione la forza mentale (prima ancora che tecnica) di una squadra, capace di tenere testa ad avversari dai potenziali decisamente più elevati, si è sgretolata, come una roccia porosa esposta costantemente alla bora. Tutto ciò, ovviamente, è maturato nel tempo per diverse concause, ma ora dobbiamo guardare al presente. E il presente dice che il compito più difficile di Delneri sarà riassemblare i mattoncini per ricostruire una base solida. Reparto per reparto, testolina per testolina. In poco tempo, perchè è vero che la stagione è appena iniziata, ma è altrettanto vero che da queste parti la pazienza si è ridotta ai minimi termini.

Ma dieci giorni saranno stati sufficienti al neo-tecnico bianconero per analizzare e comprendere la situazione e trovare la soluzione adeguata? Difficile. Così come difficile sarà trovare la risposta sul campo già sabato, allo Juventus Stadium. L’Udinese affronterà la squadra più temibile del campionato, considerata da molti già in fuga verso il sesto scudetto consecutivo. E anche se, come dicevamo, siamo solo all’inizio, certe affermazioni sembrano più dogmi che azzardi. Eppure la formazione di Delneri dovrà compiere un passetto in avanti. Se non sul piano del gioco o delle realizzazioni, almeno su quello delle motivazioni e dell’aggressività. Componenti perdute nel corso degli anni e riviste solo a sprazzi in questa stagione (vedi il turno infrasettimanale con la Fiorentina). Anche per questo motivo la società ha deciso di affidarsi a Delneri, uomo roccioso e iperscrutabile, dotato di quel sano pragmatismo friulano che dovrebbe consentirgli di ricavare il meglio dalla rosa a sua disposizione.

A questo punto rimarco un concetto espresso subito dopo la sconfitta all’Olimpico contro la Roma: vogliamo un’Udinese più Suicide squad e meno Marshmallow team. Tradotto: vogliamo un’Udinese più cattiva e meno morbidona. Ci siamo capiti?

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