Udinese, l’ora della maturità

Udinese, l’ora della maturità

Il bello deve ancora venire, ma si stia attenti a non rovinare tutto.

C’è un dato oggettivo che va al di là dei risultati he sta ottenendo di questi tempi l’Udinese: ovvero il fatto che Delneri ha avvicinato ulteriormente il popolo bianconero che si stava disaffezionando di una squadra fin troppo multietnica e individualista.
Al Patriarca da Aquileia non si può non voler bene. Quel baffo che richiama quello della famosa birra friulana, quel modo di parlare nostrano, quei neologismi che identificano non solo una squadra, ma una terra che da sempre ‘sgarfa’ per andare avanti.

L’identità friulana è un qualcosa che travalica anche i risultati. Diciamolo: con il Pescara e il primo tempo col Torino sono state offerte decisamente brutte prestazioni, ma da quando c’è Gigi in panchina la squadra sembra aver capito che se non lotta col coltello tra i denti soccombe. E finalmente si batte, fino all’ultimo. Basti pensare all’occasione di Zapata al 94′ per capire che questa Udinese sa che deve correre più del leone per sopravvivere.

Non ci si monti la testa però. Ancora troppi palloni persi in maniera ingenua, ancora qualche difficoltà a centrocampo, ancora qualche gol subito di troppo. Insomma c’è da lavorare, ma non si può non aver ritrovato quell’ottimismo essenziale per poi costruire qualcosa.

Anche la squadra multietnica che di certo non attirava simpatie ha iniziato a essere più apprezzata. E anche questo è merito di Delneri che non ha compito rivoluzioni, ma ha solo messo tutti al posto giusto: Thereau, Fofana, Zapata, Hallfredsson. Poche mosse, ma quelle che cambiano poi assetto. Soprattutto è uno che parla con i giocatori. La cosa più difficile da queste parti. Serve chiarezza e serve farsi seguire. Cosa che è mancata nel recente passato dove la squadra faceva quello che voleva.

Ora ci siamo. Serve solo continuare così. Perché da buoni friulani è bene essere anche diffidenti e non scordare che l’anno scorso tra novembre e dicembre l’Udinese sembrava addirittura dover approdare in Europa a fine anno. Poi…Poi inutile tornarci su, ma certi vizi è bene che facciano da monito. Perché il bello deve ancora venire, ma si stia attenti a non rovinare tutto.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy