Udinese, anno uno o 0,5?

Udinese, anno uno o 0,5?

La Serie A riapre i battenti, l’Udinese che cosa deve aspettarsi? Come ha detto Gianpaolo Pozzo, solitamente ,molto addetti ai lavori danno 4 in pagella ai bianconeri ad agosto, per poi spesso doversi ricredere a giugno. Ma se guardiamo gli ultimi due anni, l’Udinese, se non il 4 il 5 certamente, se l’è presa sul campo. E proprio la voglia di riscatto dopo due stagioni opache dov’essere la molla per affrontare questa stagione.

ANNO UNO O 0,5? L’anno scorso era stato definito l’anno zero, dopo l’addio di Francesco Guidolin che aveva concluso il suo regno durato quattro stagioni. Andrea Stramaccioni aveva impostato un lavoro per il futuro, ua semina che non ha potuto raccogliere. Al di là delle vicende che hanno portato al cambiamento in panchina, rimane ora la domanda: quest’anno Colantuono dovrà affrontare un nuovo anno di rinascita oppure avrà la possibilità di far crescere l’Udinese su delle base già collaudate?
Il mercato ha portato pochi cambiamenti e il gladio d’agosto non  faccia trarre indicazioni: sono arrivati la certezza Edenilson sulla fascia destra, la scommessa Ali Adnan sulla corsia mancina e, finalmente, la punta di peso che da tanto tempo si attendeva, ovvero Duvan Zpaata. Accanto a loro una schiera di conferme (la squadra è rimasta la stessa della scorsa stagione, ma senza Allan a centrocampo) e giovani da lanciare o rilanciare (Fernandes, Aguirre, Wague, Neuton, Merkel).

SETTE SORELLE O QUASI – Sognare è lecito, per cui ognuno è libero di pensare alla propria squadra come rivelazione assoluta, magari sperando anche in qualche clamoroso successo. Obiettivamente la squadra bianconera non rischierà la retrocessione, ma probabilmente non riuscirà a piazzarsi tra deprime quattro. Juve, Roma, Inter e Napoli, al di là di quanto speso, sembrano attrezzate per fare campionato a sé.
Probabilmente avremo una Serie A sempre più spezzettata: il primo troncone sarà formato da queste squadre (a meno he qualcuna di loro con capitomboli clamorosamente e inaspettatamente). Poi ci sarà una schiera di pretendenti a un posto al sole dove spicca il Torino che ha le carte in regola per poter ambire a qualcosa di più di un semplice campionato tranquillo. Ha preso giovani di valore italiani, affiancandoli a  gente esperta e con un allenatore che ormai conosce a meraviglia la realtà granata. Dopo ci mettiamo la Lazio e la Fiorentina, nobili che ambiscono in alto, ma che sul mercato non sembrano ancora aver trovato i giusti uomini per far fare il salto. I biancazzurri hanno però in Stefano Pioli il miglior giovane tecnico sulla piazza, il terzo posto dell’anno passato è frutto del suo lavoro e delle sue idee, per cui va considerata come pretendente a un posto d’élite. Anche Paulo Sousa piace, ma è tutto da scoprire. Accanto a loro, ma per ora tutto da verificare c’è il Milan che se prende il carattere di Mihajlovic ha fatto un passo importante verso l’alto.
IL GRUPPONE –  Dopo queste squadre c’è la gran massa: Samp, Genoa, Verona e Palermo sembrano attrezzate a fare un campionato senza patemi, ma anche senza grosse ambizioni. Le genovesi dopo le beffe europee hanno un occhio al bilancio e uno al campo. La Samp ha poi una grossa scommessa in panchina, Zenga, mentre il Genoa ha poco di nuovo da offrire, se non un Gasperini che sotto la Lanterna è una garanzia.
Il Verona di Madorlini ha l’intelaiatura per salvarsi tranquillamente, ma non pare avere quel guizzo capace di farle puntate ad altro, mentre il Palermo è una buona squadra, ma ancora giovane che forse necessita di qualche tempo per carburare.
LE PERICOLANTI A giocarsi la salvezza ci sono Empoli (perso Sarri, non dimentichiamolo), Chievo, Bologna (la meglio attrezzata ad oggi sulla carta), Sassuolo (anche se Squinzi la vorrebbe ridosso delle grandi), Atalanta (Reja un esperto in panchina) e poi le due grandi novità, il Carpi e il Frosinone. Se queste due non si confermano da subito rischiano di abbassare notevolmente la quota salvezza che, ultimamente ha in quota 40 un limite assai superiore del necessario.

E l’Udinese? Non ce la siamo dimenticata, solo che aspettiamo che sia lei a posizionarsi: se sarà anno 1 o 0,5 lo dirà il campo, per ora le indicazioni avute dalla truppa di Colantuono sono buone, ma non dimentichiamo che Di Natale non può sempre fare miracoli, che Pinzi e Domizzi (due leader) non possono essere considerati titolari inamovibili, che a centrocampo servirà che Guilherme si dimostri una scommessa vincente. Niellano del nuovo stadio fallire sarebbe una beffa, ma un impianto da solo non basta a dare successi, anche se qualche punto lo porterà. Il nuovo Friuli è un catino dove proprio le pericolanti potrebbero scendere in campo con soggezione, ma qui entrano in ballo fattori non tecnici.

Insomma, si parte: parola al campo, che è meglio.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy