Udinese, ci vuole un po’ di… Pepe

Udinese, ci vuole un po’ di… Pepe

Calma piatta in casa Udinese, servirebbe un po’ di Pepe… A meno di una settimana dall’inizio ufficiale della nuova stagione, la campagna acquisti-cessioni del club friulano è ancora in alto, altissimo mare. Complice un campionato poco esaltante che non è coinciso con l’attesa esplosione di alcuni giovani e il rendimento eccessivamente alterno degli elementi più “anziani”. A due concause già di per sé importanti, si aggiunge lo stato di crisi dei club italiani che limita fortemente le operazioni in entrata. Juventus Simone PepeE, chiaramente, l’assenza di trattative in uscita rallenta i possibili ingressi. Ci vorrà, dunque, ancora un po’ di pazienza, ma non troppa considerando che a Ferragosto è in programma il primo impegno ufficiale (il terzo turno eliminatorio di Tim Cup). Intanto si fanno sempre più insistenti le voci di un possibile ritorno in bianconero di Simone Pepe. Perché Pepe sì. I “cavalli di ritorno” certe volte rappresentano le fortune di un club – vedi per esempio il ritorno di Nestor Sensini all’Udinese dieci anni fa – perché si tratta di giocatori che già conoscono l’ambiente, la società, la squadra e hanno tempi di ambientamento, dunque, pari a zero. Altre volte però – vedi il ritorno del grande Andrij Shevchenko al Milan -, sono degli autentici buchi nell’acqua. Nel caso di Simone, 32 anni il prossimo 30 agosto, parliamo di un esterno che a Udine ha vissuto stagioni importanti e ora desidera rilanciarsi dopo tre campionati segnati da gravissimi infortuni. Dal 2010 a oggi, Pepe ha collezionato soltanto 15 presenze con la maglia della Juventus (di cui 12 nell’ultima annata). Svincolatosi dalla Vecchia Signora, il giocatore si è detto pronto per cominciare una nuova avventura con il solito entusiasmo che lo contraddistingue e la voglia di dimostrare di non essere finito. Conoscendo la duttilità del romano, la sua capacità di fare gruppo e la sua “italianità” – che tanto manca allo spogliatoio friulano -, il voto per il “sì” è praticamente scontato. L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dall’ingaggio, ma a quanto pare la voglia di tornare in Friuli potrebbe essere tale da colmare il gap tra richiesta e offerta. D’altronde Simone è sempre stato un “pupillo” di Pozzo senior e, dunque, l’intesa non dovrebbe essere così complicata. Perché Pepe no. Trentadue anni e tre infortuni alle spalle molto condizionanti non rappresentano un biglietto da visita molto appetibile per un club, come l’Udinese, che da vent’anni a questa parte punta principalmente a valorizzare i giovani. Sulle reali condizioni fisiche di Simone nessuno può davvero scommettere. Tre anni di inattività – totale o parziale – non sono pochi per chi, in teoria, ha già speso sul campo le cartucce migliori. Il carattere esuberante, che da un lato rappresenta senza dubbio il punto di forza del giocatore, dall’altro potrebbe mettere in crisi il già precario equilibrio all’interno dello spogliatoio bianconero. Le motivazioni, senza dubbio, sono l’ago della bilancia, ma non sono l’unica variabile da tenere in considerazione. Puntare su Simone potrebbe essere un azzardo. Quanto è disposta a rischiare l’Udinese? Queste, dunque, le due “facce” di un’operazione amarcord che potrebbe concretizzarsi nelle prossime ore. Personalmente ho sempre ammirato la tenacia e la determinazione di Simone, quindi, ben consapevole dei rischi che una simile operazione potrebbe comportare, non ho dubbi ad appoggiare il fronte dei “sì”. L’arrivo di Pepe, reduce comunque da un’esperienza importante in uno dei migliori club d’Italia e d’Europa, non può che essere accolto favorevolmente. Avanti a tutto Pepe.

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