Udinese, cosa tenere e cosa buttare dal 2014

Udinese, cosa tenere e cosa buttare dal 2014

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Il 2014 è agli sgoccioli e arriva inevitabilmente il tempo dei bilanci in casa Udinese.
E’ stato un anno un po’ travagliato, di alti e bassi, non proprio così emozionante ed intenso come il tifoso friulano si sarebbe augurato ma allo stesso tempo le cose avrebbero potuto andare anche peggio, quindi il 2014 va archiviato con moderata soddisfazione tenendo presente il fatto che si possa fare molto meglio.

Senza soffermarsi su inutili e poco eleganti confronti tra l’ultima gestione Guidolin e la nuova di Stramaccioni ci si può invece concentrare su cosa si possa tenere di questo 2014 e cosa invece vada archiviato in fretta e senza rimpianti.

46 punti in 37 partite non sono di certo un bottino esaltante, l’Udinese nel tempo ha abituato molto bene i propri tifosi ma chi segue quotidianamente le vicende della squadra friulana sa benissimo che nel 2014 si è esaurito un ciclo, quello dell’Udinese di Guidolin e ne è cominciato uno nuovo, quello del giovane e ambizioso Andrea Stramaccioni.

Sicuramente dell’Udinese di Guidolin versione 2014 è meglio ricordare ben poco anche per non rovinare il ricordo di un ciclo in ogni caso fatto di soddisfazioni e ottimi risultati ma gli ultimi mesi di gestione del mister di Castelfranco non si sono certo contraddistinti per entusiasmo e divertimento. C’era bisogno di un rinnovamento in casa Udinese e la scelta di un nuovo tecnico giovane, ambizioso e bravo a lavorare con i giovani è stata fatta proprio in questa direzione.

Il giudizio sull’Udinese targata Stramaccioni è rinviato a data da destinarsi. Si può affermare che l”arrivo di questo mister ha portato una ventata di entusiasmo ai tifosi friulani, molto orgogliosi pure di aver visto arrivare uno straordinario campione come Dejan Stankovic nell staff tecnico bianconero. I risultati nel 2014 sono stati un po’ altalenanti com’è normale che sia considerando che siamo all’inizio di un nuovo ciclo. La recente ottima prestazione in casa della Samp è benaugurante e ci rende più ottimisti per il nuovo anno.

Del 2014 ci teniamo orgogliosamente stretti il solito sempreverde Antonio Di Natale, ancora una volta protagonista indiscusso in casa Udinese, fuoriclasse assoluto che sembra non invecchiare mai. Ogni anno che passa Totò estrae dal cilindro sempre nuovi colpi da maestro e considerando che non sembra abbia la minima attenzione di smettere c’è da scommettere che farà divertire i friulani pure nel l’anno prossimo.

Ricapitolando di questo 2014 meglio tenerci stretti l’entusiasmo per il nuovo ciclo targato Stramaccioni-Stankovic, un fuoriclasse assoluto come Totò Di Natale e la consapevolezza di avere una società organizzata come poche in Italia che punta sempre a migliorarsi e a crescere.

Del calcio italiano invece in generale c’è da salvare ben poco. Stadi sempre più vuoti, livello del gioco espresso davvero poco esaltante, arbitri sempre più in confusione, partite collocate ormai a qualsiasi orario del giorno e della notte, comandano le tv e chi ci rimette? I tifosi chiaramente, quelli che vivono con passione le sorti della propria squadra del cuore. Il calcio italiano è ormai lo specchio di questo paese e c’è poco da essere ottimisti.

L’Udinese ci farà soffrire, brontolare, emozionare, arrabbiare, ci deluderà, ci farà divertire, ma il tifoso friulano deve essere orgoglioso di questa squadra e questa società perchè in mezzo al caotico calcio italiano rappresenta un isola felice dove si cerca di fare del sano calcio cercando ancora di divertirsi. Lo scopo primario del calcio dovrebbe essere quello, ma purtroppo non è più cosi.

Buon 2015 a tutti

©Mondoudinese.it

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