Udinese, così bella ma così tremendamente fragile

Udinese, così bella ma così tremendamente fragile

La formazione di Oddo ha conquistato un punto in quattro partite. L’Europa si allontana, ma il campionato dei bianconeri non è ancora finito

di Massimo Liva

Un punto in quattro partite, chi non segue l’Udinese con attenzione ma va a leggerne solo i risultati finali penserà che la squadra di Massimo Oddo sia in crisi e che la ventata di entusiasmo portata dal nuovo tecnico si sia già esaurita, ma non è così e chi sa valutare attentamente e con obiettività la realtà delle cose in casa bianconera è consapevole che per quello che ha fatto vedere l’Udinese in queste ultime partite sembra tutto tranne che una squadra in crisi.

E’ chiaro che quando i risultati non vengono tornano a galla i pessimisti e gli scettici di professione ma l’Udinese vista a Genova è sembrata a tutti o quasi formazione viva e vegeta, capace di giocarsela alla pari di un avversario come la Sampdoria che ha costruito la sua fortuna tra le mura amiche, raramente si è vista la squadra blucerchiata così in difficoltà come nel primo tempo in particolare. La mossa di Oddo di non schierare attaccanti di ruolo (8anche perchè a disposizione ce n’era uno soltanto), non concedendo punti di riferimento agli avversari ha spiazzato tutti e i risultati si sono visti considerata la grande mole di occasioni create dai bianconeri.

Detto questo il fatto di non aver nemmeno stavolta raccolto punti rappresenta un grande limite della squadra friulana, così Samirbella ma così ingenua e fragile e stavolta anche molto sfortunata. L’Udinese è piaciuta molto per organizzazione di gioco, per personalità, per imprevedibilità, ma purtroppo è venuta a mancare nella fase conclusiva quella fase che nel calcio è fondamentale.

La squadra di Oddo come dichiarato dallo stesso tecnico manca di furbizia e commette sempre le stesse ingenuità difensive, distrazioni che contro avversari come Roma o Sampdoria non sono ammesse. Non va dimenticato che l’Udinese era priva di Lasagna e Behrami due pedine fondamentali nello scacchiere bianconero, soprattutto la mancanza della punta ex Carpi risulta in questo momento estremamente pesante perchè di alternative in quel ruolo non ce ne sono.

Per il cosiddetto salto di qualità sarebbe servito un attaccante di un certo livello, Maxi Lopez stesso non è un bomber, ha sempre lavorato molto per la squadra ma non è punta da 20 gol a stagione. Uno sforzo in più in questo senso da parte della società poteva essere fatto se l’intenzione è quella di puntare a qualcosa di più di una semplice salvezza.

Oddo con la rosa a disposizione sta facendo miracoli, questo va detto non per sminuire il valore della formazione bianconera, ma i meriti del nuovo mister vanno riconosciuti e Oddo è tecnico abile a sfruttare al meglio le qualità dei suoi giocatori, a tirare fuori il massimo da ogni elemento.

La classifica dei bianconeri resta positiva, 33 punti rappresentano un buon bottino anche se il sogno europeo è quasi svanito, le partite rimanenti vanno affrontate con lo stesso spirito e la stessa voglia di continuare a stupire. E’ chiaro che contro la Fiorentina non si può fallire nuovamente sul piano del risultato, non tanto per una questione di classifica ma per il morale e per la tranquillità dell’ambiente che in ogni caso ha vissuto periodi molto peggiori.

Domandarsi come ha fatto qualcuno in questi giorni se Oddo sia da confermare o meno è superfluo, le cinque vittorie consecutive restano sue e non di chi l’ha preceduto, il difficile momento attuale non può cancellare il grande lavoro fatto dal nuovo tecnico finora. Questa Udinese ha ancora molto da dire in questo finale di campionato, c’è da scommetterci.

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