Udinese impalpabile, vince la Lazio

Udinese impalpabile, vince la Lazio

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Non mi interessano, e l’ho detto a più riprese, le vicende che coinvolgono la Lazio. Non me ne frega nulla di Lotito, di Tare, del debito verso l’Erario spalmato in 24 anni: affari loro.

Ma difficilmente l’Udinese si troverà di fronte una squadra il cui allenatore, ineffabile, tiene in panca per un’ora gli unici due elementi (Klose essendo infortunato) la cui qualità potrebbe far la differenza, raccogliendo al contempo zero dalle giocate inutilmente vorticose di Keita Balde, Candreva e del signor Mauri. Piccola parentesi: sfuggito quest’ultimo, come riferito, al giudizio del tribunale (calcioscommesse) per un cavillo giuridico, in un Paese meraviglioso lo si premia, giustamente, con la fascia di capitano. Mi attendo l’arruolamento laziale del buon Schettino come motivatore nei casi d’emergenza.

E cos’ha combinato nel frattempo l’Udinese calcio, dalla metà campo in su (dietro si è rischiato zero, folate facilmente controllate e un tiro su punizione di Candreva che avrebbe intuito e parato anche mia madre. Seduta a casa sua)?

Nulla. Zero. Nada.

Zapata? Alla radio nazionale riferivano come al Napoli in 1200′ avesse segnato undici volte. A Udine, duecento minuti e un tiro in porta, parato da Sorrentino. Eppure è stato lui il migliore della squadra, l’ultimo a mollare, il primo a difendere e riproporre la palla (anche se alcune ripartenze avrebbero meritato meno piedi di ghisa). Ammirevole. Ma per ora molto, molto sterile.

E dopo l’oretta di pausa, qualcuno avrà detto all’apposito Pioli “mister, in panca ci sono Mitra Matri e Felipetto Anderson… cheffàmo?” E lui parmigiano serafico <se non può entrare Crisantemi metti ben quelli, vèh>. Lo so: mi diranno che lui ha letto alla grande la gara e Colantuono no. Invece io penso che abbia semplicemente rimediato all’errore con sessanta minutini di ritardo, mentre l’anziate in panca aveva ben poco a disposizione per cambiare la gara.

Detto fatto: accelerazione del diez biancoceleste, palla velenosa in area piccola, diagonale difensiva biancanera da dimenticare e Matri a festeggiare sotto la curva. Gara in ghiaccio, perché anche se Kone ci prova due volte (bravo Marchetti) sarà proprio l’ellenico d’Albania a consegnare al solito cecchino col diciassette di maglia una palla facile, tumida al peccato che sigilla definitivamente la gara.

Non fraintendetemi: l’Udinese non ha fatto pena. Ma per me il calcio è anche altro, è scambiarsi velocemente la palla a centrocampo, è aprire la squadra avversaria con cambi di campo precisi, soprattutto è farsi spiegare da quelli bravi (NO: non è l’ennesimo referendum “sei con Pozzo o contro?”) come mai nell’ultima settimana di mercato (o anche un po’ dopo) si sono presi il buon Felipe, un certo Insua (i malevoli dicono fosse stato rifiutato dai tecnici Flores e Sandoval…) che mi dicono fratello di quello bravo bravo, ma in mezzo al campo sono rimasti i soli Guilherme (fuori per un mese) e Iturra. Costui è un cagnaccio, uno che mena fendenti e morde le caviglie, ma di costruire gioco non se ne parla. E lì in mezzo si giocano le partite, lo sapete tutti e meglio di me: perfin la Juve, perso Vidàl, fa fatica a quadrare il cerchio di centrocampo, ché Pogba crede di essere Cathérine Deneuve e passa le gare a specchiarsi nel proprio ciuffo inutilmente flambato, e Padoìn ha come più grande merito calcistico quello d’essere friulano. Pereyra viene  ancora visto da Allegri con diffidenza, Sturaro non ha la qualità del mattocchio cileno distruttore di Ferrari, ed ecco che ad oggi la Juventus ha un terzo dei punti dell’Udinese.

E’ logico che la fase di proposizione della squadra biancanera sia una pena infinita. Lo si era notato fin dal precampionato, quando la squadra segnava con il contagocce e la palla girava lenta lenta. Arrivare a sperare che Guglielmo Torres rientri al più presto, ché Fernandes da solo non riesce a proporre calcio, e ripartire velocemente è emblematico. Nonostante questo oggi molti friulani hanno fatto match pari nei confronti singoli, ovviamente non la difesa che nella ripresa ha bucato tre volte contro gli avversari; menzione obbligatoria per Ali Adnan, il quale partito come fenomeno folkloristico si sta dimostrando un signor giocatore e stasera ha fatto nero un certo Dusan Basta.

Andata. Brutta partita, in generale, quella dell’Olimpico di stasera. Non ho volutamente menzionato il meteo, lo stesso per entrambe le squadre per cui ininfluente. Tre gare e soli tre punti incassati; dalla gara meno attesa viene il bottino che, leggendo a priori il calendario, ci si attendeva. Adesso sotto con l’Empoli, gara già decisiva per il futuro bianco e nero. Dovesse andare come ci attendiamo, la squadra si proietterebbe nel migliore dei modi verso l’infrasettimanale contro il Milan, una di quelle gare che l’anno passato infiammarono i bianchineri e il loro allenatore. In caso contrario, siamo pur sempre in Italia e inizierebbero, a ragione o torto, processi sommari contro giocatori, allenatore, società.

Come mi ripetevo l’anno passato, è solo calcio, è solo calcio, è solo calcio. Ma tirare in porta e magari segnarne qualcuno dovrebbe tutto sommato essere il principale dei desiderata. Sono fiducioso, potrebbe andar peggio. Potrebbe piovere (ah, già). Beh allora basta la salute.

Franco Canciani @MondoUdinese

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