Udinese, le motivazioni fanno sempre la differenza

Udinese, le motivazioni fanno sempre la differenza

Bianconeri sconfitti a Crotone, troppa la differenza di motivazioni tra le due formazioni. Tra i pochi a salvarsi Simone Scuffet

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Alla fine sono sempre le motivazioni a fare la differenza in qualsiasi settore, non solo in quello sportivo e l’Udinese a Crotone ha dimostrato di avere meno fame rispetto ad un avversario concentrato sin dall’avvio su un unico obiettivo, la vittoria che gli avrebbe permesso di tenere accesa la fiammella della speranza in chiave salvezza. Ora quella fiammella è diventata un vero e proprio incendio, il Crotone è ad un solo punto dal quartultimo posto a due giornate dal termine, tutto è ancora in gioco. Quasi opposto lo stato d’animo in casa friulana, di obiettivi veri e concreti non ce ne sono da qualche mese, squadra bianconera che si è limitata svolgere il proprio compitino, provando a mettere in difficoltà il Crotone ma senza quella necessaria convinzione per contrastare un avversario così affamato di punti, trascinato dal calore di un pubblico che ora ci crede più che mai.

Viene un po’ di nostalgia a pensare cosa accadeva in casa Udinese qualche anno fa (non secoli fa) quando in queste giornate di maggio si lottava per obiettivi europei e molti tifosi andavano all’aeroporto di Ronchi per aspettare e festeggiare i propri beniamini al rientro, per spingerli verso imprese europee chiamate Uefa o Champions League. Altri tempi, altra Udinese, tutto questo per dire che fa un po’ di malinconia arrivare in questo periodo dell’anno senza obiettivi da raggiungere e per i quali lottare. Certo conquistare la salvezza con grande anticipo è motivo di soddisfazione e per questo la stagione dev’essere considerata in ogni caso positiva, ma sarebbe bello prima o poi ritornare a vivere certe emozioni come quelle provate in passato.

L’Udinese di oggi deve pensare al presente ma anche al futuro, di questa stagione che sta volgendo al termine ci sono alcune cose da salvare e altre no, c’è molto da migliorare e alcuni innesti da fare in chiave mercato per aiutare Gigi Delneri a riportare in alto l’Udinese. A Crotone la formazione friulana non è piaciuta, certo non ha rimediato una figuraccia stile Bologna per intenderci, ma per avere la meglio in campi del genere contro avversari così affamati di punti sarebbe servita un’altra Udinese e non una formazione che si limiti al compitino senza la giusta voglia di osare. Ha destato qualche perplessità la scelta iniziale di Delneri di rinunciare a Balic e Perica che così bene si erano comportati domenica scorsa contro l’Atalanta. La scelta di Kums può essere compresa in chiave tattica anche se la personalità mostrata da Balic al suo ingresso nella ripresa avrebbe potuto far comodo prima e la freschezza di uno come Stipe Perica sarebbe magari stata utile sin dall’avvio considerando anche le precarie condizioni di Thereau, a Crotone non pervenuto. Dubbi, quesiti che ci poniamo ma è chiaro che solamente Delneri ha modo di valutare le condizioni dei propri giocatori nel corso della settimana, la formazione titolare scelta avrà avuto un suo senso logico. Una delle poche note positive della domenica è rappresentata da Simone Scuffet che anche in questa occasione ha dimostrato di avere le qualità per disputare una stagione da titolare nel massimo campionato. Per la prossima stagione Scuffet è già pronto, l’Udinese non ancora.

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