Udinese-S.P.A.L., lo spettacolo fuori dal campo

Udinese-S.P.A.L., lo spettacolo fuori dal campo

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Mille. Cento. Dodici. Sono i chilometri che ho percorso oggi, code in chilometri commisurabili con le dimensioni del pornostar di prammatica e caldo sahariano, fra il Friuli e la bergamasca. Sempre difendendo eccellenze enoiche nostrane, alla faccia della crisi e grazie ai  clienti cinesi di turno. Non in tempo (ma chi può impedire a millanta olandesi in camper di vagabondare sulle corsie autostradali? Già. Nessuno.) per metter piede sulla prima tribuna stampa del new Friuli edizione pronto all’80%. Ero quasi convinto a produrre l’ultimo sforzo, l’ultimissimo chilometro di fronte alla catedràl polìcroma e biancanera: una doccia e via. Un risveglio brusco, ancora in accappatoio, a sei minuti dall’inizio della contesa, mi fa comprendere a) d’essere un pirla, e b) di dover ricorrere alle cure dell’apposita emittente sociale. 2015-08-05 20.39.52 Lo spettacolo è fuori dal campo. Lo spettacolo sono gli spalti, gremiti, della vecchia tribuna, oggi chiamata ovest, gremita dai tifosi bianconeri a dispetto di temperatura e avversario tutto sommato di nessun rilievo. Sul prato, invece, non poi tutto questo granché. Good news: l’Udinese appare volitiva, ben allenata, squadra pugnace e di gamba, come piace all’allenatore muscolare e competitivo che la dirige quest’anno. Bad news: questi non la buttano dentro nemmeno a porta vuota. Diciamo subito che il signor Contini Baranovski Nicolai detto Nikita, italo-ucraino diciannovenne di scuola Nàpule, ha disputato la partita della vita respingendo anche i nugoli di zanzare che gli sciamavano attorno. Almeno quattro gli interventi da tre punti sui puntéros bianchineri dell’estremo difensore ferrarese, bravo anche nell’ordinaria amministrazione. Ciò non toglie che Aguirre risulti più decisivo da subentrante, e di Duvàn Zapata carissimi amici partenopei mi magnifica(va)no l’impegno, la dedizione, la fisicità ma una certa sterilità che gli ha fatto perdere il treno, l’anno passato, durante il passaggio a vuoto (lunghissimo) del Pipita Higuaìn. Solito problema, anche oggi contro una formazione non di categoria, che è scesa al Friuli non intenzionata a far la comparsata. Il Giardino dei Semplici (riferito al mister estense, in generale una citazione per pochi) si è mostrata dura, veloce, ben intenzionata; ha sfruttato al massimo e capitalizzato una palla vagante che Castagnetti ha voleàto in rete senza frapporre indugio alcuno. Ha cantato “tu c’a nun chiagne”, ed alla fine forse “… e amiamoci”. Mentre dall’altra parte gli avanti bianconeri continuavano a sbattere sul portiere e sulla propria incapacità di finalizzare il gioco creato. I fischi finali sono del tutto incomprensibili, ingiustificati e autolesionisti. La squadra non ha giocato malissimo, né ha lesinato impegno e capacità. Nelle due amichevoli, poi, sono stati mescolati titolari e prime riserve, per cui un giudizio finale non può né deve esser dato. Ma il tifoso friulano è così; anzi, il tifoso sensu strictu è così. Dall’esaltazione all’esonero in due-passi-due. Ovvio: l’Udinese è lontana dalla verità, ma non possiamo sottacere che Bruninho, Guglielmo, Edenìlson si stanno benissimo comportando, decisamente aldilà delle attese iniziali. E’ un precampionato anomalo. Esempio? Una trasmissione sportiva diceva che, in fondo, il Milan con i due innesti di Romagnoli e Ibrahimovic diventava la prima rivale della Juventus per il titolo. E tutto ciò dopo essere stati brutalizzati dal Bayern e Sbertucciati dalle seconde linee del Tottenham in meno di 24 ore. E noi non dovremmo aver pazienza? L’ho detto, l’Udinese non maramaldeggerà, non ancora, come ad Atene né le prenderà senza colpo ferire, riferendoci al primo tempo di Lignano contro i corsari còrsi. Saremo una buona squadra, ne sono certo, che venderà cara la pelle su ogni campo ed in ogni occasione. Lo so, lo so: noi tutti, amici miei biacca e carbone, chiediamo di rivedere l’Udinese-splendor, quella della mortale trimurti Oliver-Paolino-Marciùti, ma ci vuole ancora qualche tempo. Forse qualche anno. Ma ci arriviamo, eccome se ci arriviamo! E fischiare dopo la prima amichevole al Friuli mi sa di voluto esibizionismo. Lasciamo perdere, Vi prego. Insolitamente breve, Vi rimando ai prossimi giorni, ho in petto un pezzo analitico e quasi non da me (spero in positivo). In potenza: poi mi metto lì, e butto giù le mie solite cose. Che però spero sempre possano non dispiacere del tutto. Mi perdoneranno le mie groupies lasciate sole, stasera, spero ben addomesticate dalla direttrice sempre fedele alla linea e presente in trincea: Per fare in tempo sarei dovuto venire in accappatoio. Credetemi: meglio di no. [gallery_bank type=”images” format=”filmstrip” title=”true” desc=”false” img_in_row=”3″ display=”all” sort_by=”random” animation_effect=”bounce” image_width=”600″ album_title=”true” album_id=”48″]

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