Udinese, se ci sei batti un colpo!

Udinese, se ci sei batti un colpo!

D’accordo, il mercato inizia ufficialmente il primo luglio. Ma è una data fittizia, oramai anche i bambini (quelli proprio piccoli) sanno che le trattative sono aperte 365 giorni all’anno, anzi la data fissata appare a tutti già tardiva, visto che a inizio mese le squadre si radunano e pensano a sfoltire più che a comprare.
I grandi colpi (quelli grandi davvero) possono avvenire anche più in la, ma statisticamente l’Udinese ci ha abituati a fare le squadre prima del raduno, poi si pensa a dare via gli esuberi (sempre numerosi). Per ora però ci sono solo i nomi esotici come Galeano, Smith, Ali AdnanAdalberto Peñaranda, che stuzzicano la fantasia come lo potrebbero fare le promesse del presidente del consiglio.

Insomma, tutto il prologo per dire che in questa stagione il club bianconero sembra in lieve ritardo sulla tabella di marcia. Per carità, non che gli altri si siano mossi con celerità, ma è inevitabile che a Udine il paragone col Watford sia sempre di casa. Hai voglia a smentire, come fa il club quasi quotidianamente: per ora i fatti dicono che Sanchez Flores è il nuovo allenatore (in Friuli è arrivato Colantuono che non ha di certo l’appeal dello spagnolo), in difesa è arrivato Prodl (mentre a Udine Samir sembra sfuggire), in attacco si parla di Perotti con 10 milioni pronti (a Udine si fatica a trovare un nome). Insomma , citando ‘L’aereo più pazzo del mondo’, non è ancora tempo di ‘panic’, ma qualche preoccupazione è logico averla per chi assiste da fuori dalla stanza dei bottoni.

Il dato di fatto acquisito è che l’Udinese, dopo due stagioni alquanto tribolate (dove i pedatori non si sono di certo rivelati fenomeni) urge di un attaccante, un natural born killer che sappia non solo convivere con Di Natale (l’unica, eterna, certezza), ma che sappia anche prenderne il posto. Il capitano, del resto, a 38 anni non sarà più micidiale come un tempo, per cui se si pensa che la nuova Udinese possa nascere attorno a lui, sarebbe un errore fatale.
Far arrivare qualcuno di quel calibro a Udine non è facile: gli ingaggi sono quelli che sono, il nuovo stadio sarà anche bellissimo, ma i professionisti sono lungimiranti nel badare al sodo del loro protafogli. Così Duvan Zapata appare troppo legato a sconti sulla valutazione da parte del Napoli, Seferovic è costoso e basta, Niang non ne parliamo. Rimane lo svedesone Guidetti (nome non proprio scandivavo) che però ha appena segnato (e trascinato) la sua nazionale contro l’Italia agli Europei U21. Risltato? Lazio, Fiorentina, Verona si sono catapultate su di lui. L’Ingaggio di un milione e mezzo non fa ben presagire, per cui vedremo come si sviluppa la situazione. Se non si materializzerà nemmeno questo colpo l’Udinese potrebbe ritrovarsi in un bel pasticcio: tra nomi esotici che non danno certezze e costi proibitivi (per i canoni bianconeri) in Italia, la scelta non sembra facile. Ingaggio, questo il problema, lo stesso che sembra allontanare pure Mitroglou. Per Pepe, invece,  il problema non è l’ingaggio, ma il dubbio se dopo anni di infortuni sia ancora integro.

Ma per rinforzare l’ossatura serve anche altro, non basterebbe comunque solo la punta: almeno un centrocampista e un difensore validi vanno inseriti.
In mezzo sperare che Guilherme passi da brutto anatroccolo a cigno non è facile e se dovesse confermarsi piccolo e nero sarebbero guai. Con Allan con mezzo piede dentro e mezzo fuori, con Pinzi che ha la sua età (e i suoi acciacchi), con Badu che va va room, ma segna poco, e con i giovani del vivaio che chissà se Colantuono sfrutterà, un innesto in mezzo sarebbe più che lecito attenderlo: Chery è un bel giocatore, chissà se davvero c’è una trattativa oppure è stato solo un nome gettato la, come quello di Giovanni, esterno sinistro del Fluminense.
Verre sarebbe un bell’innesto, giovane e svezzato, ma la sensazione è che andrà in prestito.

In difesa, perso (quasi) Samir, rimane Luan del Vasco De Gama, oppure soluzioni gradite al neo tecnico come Belaouane dell’Atalanta o Stendardo (sempre suo allievo a Bergamo).

Nomi tanti, quindi, certezze per ora poche. Per tranquillizzare i tifosi basta poco, un colpo (ma anche due o tre). L’importante è che l’Udinese lo batta, altrimenti l’invidia verso gli Hornets crescerà. Elementare Watford, pardon Watson.
(Nella foto Samir in azione, Getty Images)

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