Udinese senza l’X-Factor

Udinese senza l’X-Factor

Cara Udinese, non ti riconosco più. Gli anni della Champions e dell’Europa League sembrano lontani decenni. Quel gioco spumeggiante, quella voglia di emergere, quella programmazione vincente hanno lasciato spazio all’improvvisazione, alla mancanza di investimenti, al depauperamento costante di un patrimonio costruito nell’arco di numerosi campionati. Questo non è l’anno zero. Piuttosto sembra essere l’ultimo capitolo di una saga, dove ancora non è chiaro se l’eroe di turno si salverà o meno. 01112015-B25J6010Una stagione storta ci può stare, due anche, la terza comincia ad aprire sospetti sulla gestione complessiva del club. Acquisti indecifrabili, cessioni frettolose e un alone di scetticismo generale hanno condizionato l’estate bianconera e per il momento la situazione rimane avvolta nella nebbia. Difficile trovare un punto dal quale ripartire. Due anni fa quando fu Francesco Guidolin a ritrovarsi a ridosso della zona retrocessione, sbocciò un talento nostrano, Simone Scuffet che conquistò le scene nazionali – e non solo -, restituendo luce ed entusiasmo all’ambiente bianconero. La scorsa stagione la presenza di uno staff dal curriculum importante generò un’ondata di freschezza che per mesi riecheggiò al Friuli, fino a fine campionato quando una serie di risultati sconcertanti spense improvvisamente i riflettori. E quest’anno? Alla domanda non è semplice rispondere. Scorrendo la rosa, non troviamo un giovane che possa essere considerato un possibile “crack”. Ci sono talentini ancora inesplosi come Bruno Fernandes o autentici oggetti misteriosi come Rodrigo Aguirre. Al tempo stesso manca uno zoccolo duro che dia sufficienti garanzie sul prosieguo della stagione, così come sembra mancare una “presenza forte” della società. Al tempo stesso alcune perplessità sulla scelta di Stefano Colantuono, emerse alla vigilia dell’inizio del campionato, si ripropongono puntuali e motivate. Qualche errore, dunque, è stato commesso, ma cogliere una serie di risultati importanti potrebbe farci tornare il sorriso. Però l’Udinese non sembra più avere la stoffa della squadra capace di giocarsela con chiunque. La vittoria striminzita con il Frosinone, la debacle a Roma, il pareggino con il Sassuolo non hanno di certo entusiasmato. La classifica, al momento, “tace”, ma domenica i bianconeri sono attesi da un match particolarmente duro, a Napoli contro il team di Maurizio Sarri, uno dei candidati per il titolo finale e, dunque, la situazione potrebbe complicarsi. Anche perchè, a differenza dello scorso anno, non ci sono “retrocesse annunciate”. Lo stesso Bologna, dato per spacciato dopo le prime giornate, con il cambio di guida tecnica e il ritorno al gol di Mattia Destro ha ritrovato fiducia e compattezza. Insomma, non ci saranno “regali” e l’Udinese deve farsi trovare pronta per battagliare. Ma con quali armi? E allora torniamo al punto di partenza. Non ci resta che sperare che il rientro in squadra di Duvan Zapata – tuttavia non imminente -, possa aiutare la squadra a evitare le sabbie mobili. Anche perchè Di Natale  sta rallentando, Thereau è ancora in cerca della condizione, mentre Aguirre e Perica hanno ampiamente dimostrato di non essere ancora pronti per la serie A.Dei problemi nel mezzo abbiamo parlato più volte ma, dobbiamo ammettere che l’innesto di Francesco Lodi sta producendo diversi effetti positivi. Adesso manca solo l’X-Factor, quel motivo che ci spinge ad andare allo stadio fiduciosi, con la voglia di sorridere e non di sbadigliare… Dobbiamo scomodare Fedez per ritrovarlo?

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