Udinese, standing ovation

Udinese, standing ovation

‘Mai Contents’ si dice in  Friuli. Verissimo, qualcuno non riesce nemmeno a godersi a pieno la stratosferica vittoria sul Milan, che ha subito qualcosa da dire. A volte viene perfino da sospettare che ci sia pregiudizio. Qualcuno ha subito messo le mani avanti: ‘l’Udinese ha vinto bene, ma non ci si può scordare l’annata’. Costoro hanno dimenticato, invece, che il campionato fatto dall’Udinese è stato in linea con le aspettative che tutti (t-u-t-t-i) avevano a luglio. Se qualcuno si è illuso la colpa è sua, nessuno ha mai proferito parole diverse che non siano state ‘salvezza’. Mai messa in discussione, bene ribadirlo, a differenza di un anno fa dove ci sono stati anche veri e propri spareggi (vedi Bologna).

Il pregiudizio fa porre la domanda: perché non si è giocato sempre come contro il Milan? Di grazia, qualcuno non l’avrebbe voluto in squadra? Si pensa forse che vincere non è stato l’obiettivo di chi è sceso in campo? Appare evidente che si è sofferto spesso contro le squadre di medio basso livello. La spiegazione è tattica, mentale, ma nessuno si è mai tirato indietro. Purtroppo è capitato che l’Udinese abbia gettato al vento sì parecchie occasioni, ma va anche detto che la fortuna non è mai stata completamente dalla sua quest’anno. Infortuni, episodi  (cinque gol dalla trequarti incassati…), leader mancanti per acciacchi vari, certamente alcune voci che possono aver destabilizzato, una squadra impostata sul contropiede, sono sicuramente spiegazioni convincenti che hanno determinato gli alti e bassi che tutti hanno visto.

Non prendere però in considerazione la potenzialità espressa col Milan, significa arroccarsi solo sugli episodi, non guardare il lavoro fatto da Stramaccioni e Stankovic. Che con l’abbraccio dei giocatori bianconeri dopo i due gol, hanno risposto indirettamente anche ai ‘baristi’ (intesi come esperti da bar) che hanno insinuato che lo spogliatoio non era compatto. Nulla di più falso. I problemi di questa stagione si stanno affrontando, si sta lavorando sul gioco, su alcune successioni importanti, cercando di creare un gruppo vario e non solo di undici fidati. Si sta cercando di far crescer alcuni elementi, si sta valutando chi non può rimanere (anche in virtù delle nuove regole che impongono una rosa a 25 giocatori).

La sensazione è che i ‘mai contents’ si siano alimentati di rabbia più che di obiettività. Ma l’Udinese ha risposto presente e questo è quel che conta alla fine. Certamente si è fatto un can can (anche mediatico) esagerato dopo le sconfitte contro Parma e Palermo, per fortuna però l’immagine più bella dopo la gara col Diavolo, è stata l’applauso del pubblico. Che non ha lesinato il battito di mani anche a Guilherme, capro espiatorio in campo per molto tempo. Che non ha lesinato una standing ovation finale ai bianconeri. I quali si sono presi il giusto merito, anche se il giorno dopo qualcuno non è mai felice. Ma queste persone ci sono sempre state in Friuli: anche con Zico o Zac molti esperti dicevano che la squadra vinceva, ma non giocava.

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