Udinese, una rondine non fa primavera

Udinese, una rondine non fa primavera

Udinese, attenzione al Chievo. Una specie di avviso ai naviganti. La squadra di Maran non è sprovveduta e gioca un calcio totale con grande proprietà tattica

E’ cominciato il il cont-down per Chievo-Udinese. Dopo la significativa vittoria contro la Sampdoria la squadra di Colantuono è fortemente chiamata ad una riconferma, non solo del risultato, ma soprattutto di una prestazione che si colloca in cima a quelle espresse in questo campionato.

Le premesse ci sono tutte, perché a questo top (che ha ampi margini di miglioramento) si è arrivati step-by-step. Un gradino alla volta per uscire dal tunnel della paura, mantenendo quella compatezza di squadra e d’intenti che la maggior parte dei protagonisti ha voluto ribadire dopo la gara con la Samp.

Il gruppo può ovviare alle assenze pesanti di Zapata, di Guillherme e dello stesso Herutaux.

Questa Udinese può fare leva sull’orgoglio dei tanti senatori e sull’ambizione di qualche giovane che lentamente ha dimostrato la sua duttilità a fornire completezza alla squadra.

Il riferimento è per Aguirre, a cui per ora fa difetto solo l’esperienza, non certo la dinamicità capace di sbilanciare le difese avversarie. I suoi continui movimenti aiutano anche i compagni a togliere riferimenti alle difese avverse e contribuiscono agli inserimenti sempre più diabolici di Emanuel Badu che gode in questo momento di una forma celeste.

I suoi cambi di ritmo, la sua velocità, sono le armi con le quali l’Udinese può creare quelle soluzioni offensive che per buona parte del campionato avevano le stigmate della prevedibilità

Con questo Badu, come lui sostiene, rigenerato dalla sua Africa,l’Udinese può riproporsi a livelli più dignitosi senza salire su nuvolette pericolose.

E’ chiaro che ora come ora la squadra di Colantuono vive in un equilibrio instabile, legato molto alla condizione fisica, che peraltro pare più che buona, ma soprattutto alle congiunzioni astrali favorevoli di giocatori come Thereau, Iturra, Edenilson e Widmer.

Questi sono le incognite variabili di questa Udinese. Se i quattro citati hanno la domenica sintonizzata sulla giusta lunghezza d’onda i bianconeri come in un Gran Prix faranno fare alla squadra il giro più veloce.

Per gli altri non serve sprecare aggettivi. Wague, Danilo, Felipe sanno tirar di fioretto come i tre moschettieri a difesa di Re Oreste, ma anche con la spada fanno la loro bella figura.

Indubbiamente la zona difensiva è quella più solida con garanzie maggiori persino delle Duracell.

Attenzione al Chievo! Una specie di avviso ai naviganti. La squadra di Maran non è sprovveduta e gioca un calcio totale con grande proprietà tattica.

Sia chiaro che una rondine non fa primavera, sopra tutto in questi tempi da pinguini, ma è lecito e doveroso sposare l’ottimismo che il Gruppo ha voluto esprimere compatto contro Napoli e Sampdoria.

Se vogliono credito, gli sia concesso … per gli scherzi c’è sempre il carnevale.

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