Una rosa all’altezza per alzare l’asticella.

Una rosa all’altezza per alzare l’asticella.

L’Udinese a Parma è crollata, ma ‘il punto più basso della stagione‘ non ha un colpevole, anzi a mente fredda l’analisi diventa più ampia e coinvolge tutte le parti in causa. La squadra in campo in primis, perché un allenatore può mettere all’erta sui pericoli, può preparare la gara meticolosamente, ma se fin dal primo minuto si nota indolenza c’è poco da fare. Il tecnico, però, ha forse dato troppa fiducia a giocatori da valutare in una partita dove si aveva tutto da perdere (come visto)e poco da guadagnare. E poi c’è la valutazione squisitamente tecnica, già affrontata nelle scorse settimane sul valore della rosa e le scelte fatte dal club a luglio scorso.
Perché, purtroppo, Bubnjic non vale un Angella (forse nemmeno un Mori), Guilherme, arrivato come acquisto importante, si sta rivelando un giocatore senza infamia e senza lode (Abdi era molto peggio?). Ci si è privati prima di Nico, poi di Muriel (impossibile trattenere quest’ultimo), senza però premurarsi di dare un attaccante ‘pronto’ a Stramaccioni che in questa stagione ha da prima rivalutato Geijo, poi si è trovato a dover ‘svezzare’ Aguirre che non trovava posto nemmeno a Empoli e Perica, buon esordio a Genova, ma ancora da crescere.
L’attacco corto, come spesso sottolineato, è stato il motivo dell’annata e rispecchia la pochezza dei tiri in porta della squadra e, di conseguenza, la classifica: inutile girarci attorno troppo, perfino il Sassuolo vanta un reparto più agguerrito. Se c’è fiducia nell’esplosione dei giovani, si deve anche avere la giusta coscienza nel dire che sono prospettive, non certezze. E con i punti di domanda in campo non sempre si fanno punti in classifica fuori.
Il prossimo anno si parla già di tre giocatori da vendere (da trovare tra Karnezis, Widmer, Heurtaux e Allan il quale sarebbe da sostituire attingendo prontamente al portafogli). In compenso il ‘sogno Quagliarella‘ sembra dover restare tale per i tifosi (e non solo…), mentre se partirà lo svizzero è pronto Edenilson, per Heurtaux si punta sull’esplosione di Wague e per il portiere c’è Scuffet.
Ma l’asticella alzata va coniugata anche con certezze: la partita col Parma ha messo in luce questo aspetto più di altri e se si vuole ridare risultati nel nuovo stadio non si può più scommettere solo sui giovani di belle speranze. Che sono importanti nella politica societaria, ma che ultimamente hanno prodotto più delusioni che altro. Ekstrand, Bubnjic, Guilherme, Jadson, Neuton, sono solo alcuni nomi che in Friuli non hanno convinto per un motivo o l’altro, nomi che fanno nascere ovviamente rimpianti verso chi se n’è andato. E se Karnezis è stato spesso il migliore in campo quest’anno, qualcosa deve voler dire.

©Mu

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