Una storia Di Natale: Il capitano fino a giugno. E dal mercato…

Una storia Di Natale: Il capitano fino a giugno. E dal mercato…

Totò Di Natale rimarrà fino a giugno, poi una scrivania è pronta per lui. Nella decisione hanno pesato i compagni, Pozzo e Colantuono. E dal mercato in arrivo un regalo…

Una storia Di Natale, dove il lieto fine è scontato. Nonostante i problemi fisici (più specificatamente alla vista) che l’avevano convinto a smettere anzi tempo, Totò Di Natale continuerà fino a giugno. Le parole di stima e affetto ricevute da più parti, dalla società e dai compagni in primis, l’hanno convinto: nessuno gli chiede gol a raffica come in passato, ma come ha detto ieri anche il Ds Giaretta (LEGGI QUI), una gara come quella di Torino è stata ugualmente entusiasmante. Totò si è calato nella nuova parte, e va sottolineato che nella scelta di non smettere ha avuto un ruolo determinante anche  Stefano Colantuono: il tecnico non solo ha dato un’identità di gioco alla squadra, ma soprattutto ha cementato il gruppo. Basta sfogliare i messaggi che si scambiano i bianconeri sui social per capire che la forza di questa Udinese ritrovata è proprio l’unità.

E Di Natale si è sentito partecipe di questo: ha aiutato il mister nel compito, l’ha sostenuto, ovviamente anche con scambi di vedute, ma alla fine proprio la rinascita in campo, uno spirito comune ritrovato, ha avuto un peso fondamentale nel decidere di continuare.

Sia chiaro: per Totò non è facile giocare quando la vista si affatica notevolmente dopo uno sforzo. Si chiama sacrificio e in tal senso risuonano ancora le parole dette in conferenza stampa tre settimane fa: “Io ho dato tutto a questa squadra,  l’ho amata più di tutti“. Vero, e questo a volte passa in secondo piano a causa di un carattere non facile, introverso.

Ma nella scelta di rimanere può aver contribuito anche una promessa dal mercato? Certamente se n’è parlato tra Totò e Pozzo. L’attacco non può dipendere solo da pochi giocatori, Aguirre e Perica meritano fiducia, ma non possono essere bruciati. Serve qualcosa, in attesa di Zapata, ma anche in maniera complementare al suo rientro.
Non è detto che il 3-5-2 non possa diventare 3-4-3 in alcune occasioni: Thereau, Zapata, Di Natale e un’altra punta se la potrebbero giocare tranquillamente in alcune partite.
L’identikit che Pozzo ha tracciato è di uno che vuole venire a Udine, che sia importante per la squadra, ma che non destabilizzi gli equilibri pretendendo il posto fisso.
Il sogno dei tifosi si chiama Fabio Quagliarella, forse è il sogno anche di Di Natale che nel suo compaesano vede anche l’erede che deve raccogliere il testimone a giugno. Simone Zaza è un altro nome importante, ma ambizioni e costi non sembrano coincidere con quanto Pozzo ha detto. Infine Alessandro Diamanti:  attualmente è il favorito, a Londra è chiuso, e qui si gioca in casa.

Il regalo a Di Natale verrà fuori, probabilmente, da questi nomi. Gente che, come detto, può raccogliere a giugno un’eredità da oltre 200 gol. Mica bau bau micio micio.

E dopo? Totò da sempre dice di voler lavorare con i ragazzini. A Empoli o a Udine? Pozzo ha pronta una scrivania tutta per il capitano, anche dopo la carriera lo vuole accanto. La nomina ancora non c’è, ma una sorta di responsabile del vivaio potrebbe essere la targhetta che apparirebbe fuori dalla porta. In coordinazione con Andrea Carnevale, per far crescere e portare in prima squadra i ragazzini che l’Udinese vuole crescere in casa.

Questa è la storia Di Natale, il natale 2015 che si è tinto di colori vivaci in casa bianconera.

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