Uscire dall’anonimato in 7 mosse

Uscire dall’anonimato in 7 mosse

Sette prove per riaccendere la luce. A poco più di un mese dal termine del campionato il bilancio dell’Udinese è appena sufficiente: la salvezza c’è – e comunque non è un traguardo scontato -, ma per il resto c’è davvero poco da salvare. Festeggiare un autogol di Cesar al Bentegodi è l’istantanea più nitida di una stagione che non è mai stata in discussione, più per demeriti altrui (Parma, Cesena e Cagliari sono ormai spacciate da settimane) che per meriti propri. Screenshot 2015-04-20 05.41.03Il dato più preoccupante è la mancanza di un’identità di squadra: non c’è un sistema di gioco convincente, non c’è un’ossatura che consenta ai più giovani di crescere e il temperamento di avvio di stagione continua a latitare. Così come sta venendo meno il calore dei tifosi, sempre più raffreddati da un andamento di stagione costante solo nell’altalenanza di prestazioni. Insomma più che un “anno zero” finora è stato un anno sottozero. Ma il campionato non è ancora finito e l’Udinese ha ancora sette mosse a disposizione per uscire da questa impasse. Milan e Inter sul piano delle motivazioni rappresentano le sfide più affascinanti e avere l’opportunità di affrontarle entrambe in casa non può che essere un vantaggio. E la formazione di Andrea Stramaccioni non può permettersi di replicare le opache prestazioni con Parma, Palermo e Chievo (salviamo il punto e basta) al cospetto delle due nobili milanesi, forse un po’ decadute, ma pur sempre temibilissime. Poi si tornerà a Verona, questa volta per affrontare l’Hellas, prima di ospitare la Sampdoria, di andare all’Olimpico per sfidare la Roma e di concludere con Sassuolo (in casa) e Cagliari (in trasferta). Tirare i remi in barca troppo velocemente sarebbe un errore, perchè saranno proprio queste le gare fondamentali per effettuare le scelte in vista della prossima stagione. Non ci sono più scuse, non ci sono più alibi: l’Udinese ha il sacro compito di riavvicinarsi al suo pubblico dimostrando un sincero attaccamento alla maglia. Solo così l’ambiente potrà ricompattarsi e prepararsi a una stagione “storica” con l’inaugurazione del nuovo impianto. Riaccendiamo i riflettori, prima che sia troppo tardi.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy