Il grande freddo: Napoli-Udinese e un tempo che non c’è più

Il grande freddo: Napoli-Udinese e un tempo che non c’è più

Quel grande freddo del 1985, Napoli-Udinese con Maradona e Zico che si sfiorano soltanto e il mondo che sembra cambiare

Il  gennaio 1985, per chi allora aveva suppergiù quell’età in cui tutto è possibile sarà ricordato più che per le temperature polari e i 70 cm di neve a Udine, per le scuole chiuse e per altri piccoli eventi che allora ci apparivano tali e che oggi si sono ingranditi con noi, come se il tempo avesse la potenza di deformare le cose rendendole via via sempre più grandi nella nostra memoria col passare degli anni. Qualcuno la chiama nostalgia, ma in realtà sono solo ricordi.

Capita così che l’ondata di gelo  si abbatte sull’Italia (chi parla oggi di freddo o non era nato o non ricorda). Storica nevicata a Cagliari; A Molinella nel bolognese si toccano i -29 °C  e a Firenze i -23,2 °C. L’ondata si chiude con la famosa nevicata del secolo in val padana, a Milano c’è un manto nevoso di 70 cm. Nevica abbondantemente anche a Roma, neve anche a Napoli, dove va in scena il 10 gennaio la sfida tra i partenopei e l’Udinese,  la sfida tra Maradona e quel che inizia a rimanere della squadra di Zico, che manca il duello con El Pibe de Oro. Il Napoli gioca per non retrocedere, l’Udinese quasi.

Intanto in Italia e nel mondo si inizia a sentire We are the World, che aprì da lì a poco l’era dei grandi concerti. La musica per noi che avevamo 16 anni o giù di lì era qualcosa di fondamentale. Per carità non che oggi non  lo sia, ma allora una canzone, possederla in vinile era un qualcosa che oggi si può paragonare a un telefonino o a una borsa di marca per le ragazze.

Il calcio era lì, tra i sogni e le illusioni che Mazza aveva saputo dare a Udine. Una stagione strana, un anno strano, sospeso tra il vecchio e il nuovo che stava per irrompere. Anche se, onestamente, di nuovo in Italia non c’è mai stato davvero nulla, solo una restaurazione dove ti hanno fatto credere che tutto può cambiare in meglio e mentre con la destra ti danno, con la sinistra ti tolgono.

Zico ne è stato un esempio, in fondo: la classe operaia non va in paradiso, non può andarci. Ci sono voluti anni per capirlo e oggi che l’Udinese si è piazzata spesso  dietro le grandi c’è la vecchia generazione che è ancora scottata da questo.

E mentre a Udine ci si divertiva a pattinare sui canali  ghiacciati (cose da pazzi, parliamoci chiaro), a Napoli va in scena una gara spettacolare, ma sempre l’inizio della fine di un qualcosa.

Napoli-Udinese significò questo: una girandola di gol ed emoziomni, ben sette gol in totale, in un pantano e con un freddo polare. E’ il 7 gennaio 1985, su vari campi di A non si gioca, stadio Olimpico di Roma compreso. Il Napoli di Maradona deve fare punti per salvarsi. Gli azzurri guidati da Rino Marchesi hanno racimolato appena 9 punti in 14 gare e vengono da ben tre sconfitte di fila contro Inter, Roma e Juventus. Zico infortunato viene rimpiazzato da un ex azzurro, Antonino Criscimanni. Sulla panchina dell’Udinese siede un altro ex illustre del passato azzurro, Luis Vinicio, ‘o lione’. Il prato del San Paolo è ridotto uno schifo. Lo spareggio salvezza è di quelli vietato ai malati di cuore e che non preferiscono il freddo. L’Udinese passa al 13′: Bagni atterra Tesser in piena area ed Edinho spiazza Castellini. Lo stesso Bagni al 22′ si procura un rigore che Maradona realizza con la freddezza del Fenomeno. Il Napoli passa in vantaggio a quattro dal termine del primo tempo con un eurogol di Bertoni. Al 44′ Miano fa pari anche lui grazie ad un supergol da fuori area. Nel secondo tempo il vantaggio del Napoli arriva ancora su rigore ad un quarto d’ora dalla fine. Bertoni procura il penalty e Maradona segna ancora spiazzando Brini. De Agostini viene espulso ed il Napoli fa 4-2 grazie ancora a Bertoni che segna di testa su assist di un esauribile Bagni. Ma i friulani dopo aver accorciato ancora dopo una clamorosa papera di Castellini sfiorano nel finale il gol del 4-4 che avrebbe avuto ancor di più del clamoroso.

Finisce così, come dove a finire: una partita congelata nella memoria di un tempo che non tornerà più Perché le stagioni non sono più le stesse, perché ‘Il grande freddo’ ha insegnato che il passato non torna. Che mentre Maradona ha poi gfatto le fortune di Napoli in qualunque maniera, Zico ha pagato per aver firmato per la piccola Udinese.

La restaurazione in Italia ti da e ti toglie. Sempre stato, sempre sarà. Allora ci illudevamo nel bianco della neve che cadeva copiosa, non sentivamo nemmeno il -20° che in città il termometro segnava di giorno.

Oggi sentiamo tanti brividi, ma non è il freddo: è la paura, è il tempo che ha insegnato tante cose, è la disillusione, è la nostalgia, è il sapere che Maradona e Zico, comunque li si veda  non torneranno più, come le nostre follie sul Ledra.

NAPOLI-UDINESE 4-3 (2-2)NAPOLI: Castellini, Bruscolotti, Boldini, De Simone, Ferrario, Marino, Bertoni, (Favo 89′), Bagni, (Caffarelli 85′), Penzo, Maradona, Dal Fiume. Allenatore: Rino Marchesi
UDINESE: Brini, Galparoli, Billia, Edinho, Tesser, Mauro, Miano, Carnevale, Criscimanni, De Agostini. Allenatore Vinicio

Arbitro Lanese

Reti: Edinho (13′) rig, Maradona (22′) rig, Bertoni 41′, Miano 44′, Maradona (75′) rig, Bertoni 83′, Billia 85′.

 

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©Mondoudinese

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