Udinese-Lazio: Quella volta che…I bianconeri fecero piangere Chinaglia

Udinese-Lazio: Quella volta che…I bianconeri fecero piangere Chinaglia

L’Udinese batte la Lazio 5-0: Mauro e Zico incantano, mentre il presidente Chinaglia non ha parole.

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E’ il 23 settembre 1984: a Udine c’è clima autunnale, pioggia battente, l’entusiasmo  però non manca al Friuli dove l’Udinese di Zico e del neo allenatore Vinicio aspettano la Lazio.

Per i biancazzurri è quasi clima di festa: come racconta La Stampa, c’era un tempo in cui Chinaglia prendeva a calci nel posteriore i giovani compagni ribelli (D’Amico ne sa qualcosa). Ora che è diventato presidente, regala ai giocatori in ritiro sterline d’ oro, ma la sua generosità viene ripagata con una vergognosa partita. Con un 5-0 che non è un semplice campanello d’allarme (rischiando, nel contempo, di creare facili illusioni all’Udinese di Zico).

Sono Zico e Mauro a dare spessore all’Udinese, tornando spesso in difesa e regalando geometrie spettacolari. Zico e a Mauro e al sostegno dei difensori sempre pronti a intervenire nell’assedio del fortino laziale, le cui mura, in realtà, alla lunga si sono rivelate di cartapesta. La Lazio, invece, è apparsa in condizioni spaventose proprio a centrocampo, considerato che non si è assolutamente visto: 1 tamponamenti di Batista e Vianello e le parate di Orsi sono risultati semplici palliativi, mentre Giordano, fischiatisslmo da parte dei tifosi friulani, cercava di rientrare e portare avanti qualche pallone da giocare, guardato ma non alutato dai Manfredonia e dal Laudrup.

Con sette gol all’ attivo, l’Udinese guarda fiduciosa in avanti, ma non deve illudersi: forse l’attenderanno altri giorni di gloria, sicuramente non avversari cosi malleabili come quelli di ieri. Il ritocco voluto da Vinicio è stato, efficace, Criscimanni ha contribuito con la velocità e con la sua mole di lavoro a legare un centrocampo che aveva in Zico e Mauro due precisi punti di riferimento e pertanto poteva anche essere controllato alla fonte.

«Non slamo esistiti. L’Udinese ha maramaldeggiato con una squadra morta: il risultato parla chiaro. La Lazio è scesa in campo in atteggiamento presuntuoso perché, dopo la bella partita con la Fiorentina, qualcuno s’è montato la testa, mentre altri hanno contestato 1 ritiri della squadra. Bisognerà darsi una regolata»: cosi l’allenatore Carosi, mentre Chinaglia ha mormorato: «La sconfitta a piena mano (5 gol) dice tutto, non serve proprio che non aggiunga parola»

«L’Udinese è a postissimo dal momento che è stata la Lega a legittimare l’acquisto inviandoci un telex nella mattinata di sabato», ha detto Vinicio.  Particolarmente contento è apparso Carnevale, il goleador dell’ Udinese, che ha segnato l’ultima rete: «Sono stato egoista — ha detto — non ho passato il pallone al liberissimo Selvaggi perché volevo fare il gol e non mi sono lasciato sfuggire l’occasione». Secondo Carnevale la carta vincente dell’Udinese è stato l’impiego di Criscimanni perché «ha velocizzato la manovra».

 

UDINESE (all. Vinicio): Brini ; Galparoli, F. Rossi; Geroli, Edlnho, De Agostini; Mauro, Criscimanni (60′ Papais s.v.), Selvaggi, Zico (70′ Miano s.v.), Carnevale. LAZIO (all. Carosi): Orsi  Storgato, Filisettj ; Vlanello, Batista, Podavin; Torrisi (46′ Carlini 5), Manfredonia, Giordano, Laudrup, Fonte (76′ Marini ).

Arbitro: Lanese

Reti: 27′ Galparoli, 35′ Zico, 58′ Selvaggi, 67′ Mauro, 87′ Carnevale.

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