Udinese-Torino e un mondo che cambia drammaticamente

Udinese-Torino e un mondo che cambia drammaticamente

di Monica Valendino, @Moval1973

Undici e quattordici anni avevano i nonni di chi scrive nel 1926. Nati sotto il rombo dei cannoni, in una Udine austroungarica e poi divenuta Italia a tutti gli effetti. Con macerie, crisi, ma anche voglia di vivere. Descrivere il 1926 non è facile: forse per comprenderlo è meglio citare alcuni eventi.  VECCHIA-CARTOLINA-FORMATO-PICCOLO-DI-UDINEMentre Arturo Malignani aveva cercato di illuminare la città (Godia, per chi non lo sapesse, a pochi passi da Udine, è stata la prima località con i lampioni elettrici), nel mondo si inventava. In Gran Bretagna,  a Londra entrano in funzione moderni semafori automatici.  Walt Disney crea il personaggio di Mickey Mouse (Topolino), oggi ancora icona su felpe (allora nemmeno si sapeva cos’erano) e molto altro ancora, con la Disney colosso non solo nel cinema. Sempre a Londra l’ingegnere John Baird presenta il primo prototipo di apparecchio televisivo: allora c’era chi prendeva in giro quel mezzo, già la radio era ‘troppo’, ‘chi mai si ferma a guardare persone in una finestra dove tutto  è finto’ mi raccontava spesso la nonna, prima che pure lei finisse catturata dal tubo catodico come tutto il mondo. A Berlino Germania e Unione Sovietica sottoscrivono un patto di neutralità e d’amicizia: Dio come la storia è strana! storia_1In Italia si percepisce che la crisi avrà esisti non democratici: viene istituita l’Opera nazionale balilla. Nello stesso giorno viene istituito il sindacato unico fascista, sono vietati gli scioperi ed è istituita la Magistratura del Lavoro. Il fascismo scioglie tutti i consigli comunali e provinciali. L’elezione del sindaco è sostituita dalla nomina governativa dei podestà. Ma mentre tutto questo non fa ancora paura, ci sono sui giornali imprese come quella di Umberto Nobile e del norvegese Roald Amundsen atterrano col dirigibile Norge dopo aver trasvolato il Polo Nord, partendo due giorni prima da Roma. E mentre nasce il Calcio Napoli, a Udine questo sport è da anni che viene seguito. Lo stadio è il Moretti, il campionato non è girone unico, ma l’Udinese è tra le squadre più rispettate. md_-10-170633p17lagp25fbb11k4op9p1cgfeedsE’ il 20 giugno, l’estate sta arrivando, come al solito calda in quei tempi. Le stagioni oggi non sono più come una volta non è solo un detto dei nonni, forse. Sono le ultime battute del campionato, l’Udinese aspetta il Torino. Circa 14 mila persone popolano il Moretti, si coprono il viso con i giornali, donne poche, il calcio è cosa da uomini e chi ve lo può raccontare, non era diverso da oggi. Anzi l’animosità di quei tempi era riversata proprio sul campo, dove le squadre non si tiravano indietro come falli e spintoni, tra calzoncini che sembravano mutandine e maglie che avevano prima di tutto il dovere di essere onorate. Perché la gente si identificava già allora, specie nei simboli. Del resto le origini del calcio, il suo simbolismo, lo abbiamo già raccontato e oggi come allora ha un senso particolare. Non mancavano nemmeno violenze: tra stessi tifosi, perché c’era chi parteggiava per questo o quello, e politica e pallone spesso erano confusi, la prima scatenava il pretesto per contestare. imagesLa partita è di quelle da ricordare. Udinese in vantaggio, poi due gol granata, poi nella ripresa rimonta bianconera. E vittoria. Ma quella stagione si chiude lo stesso con un terzultimo posto, appena davanti a Pisa e Leganano con 13 punti, due dei quali conquistati in quel caldo giugno che stava cambiando il mondo, anche se pochi ancora  nella piccola Udine se ne accorgevano. La ricostruzione era la priorità, ma non importa se al vecchio Liberty (ancora oggi esposto al Moma di Ney York) doveva far spazio l’idea di Marinetti di guardare al futuro e al futurismo. Interessante, ma esteticamente lasciateci dubitare sulla sua bellezza, ovviamente soggettiva. $(KGrHqIOKjYE4!eH220fBOD,B+8zKQ~~_35Poi, quando in autunno Antonio Gramsci viene arrestato nonostante l’immunità parlamentare e il fascismo arresta gran parte del gruppo parlamentare del Partito Comunista Italiano, allora anche a Udine si capisce che il calcio sarebbe stato messo in secondo piano, anche se paradossalmente proprio Mussolini stava spingendo fortemente l’Italia di Pozzo. Poi…Poi il mondo si sa com’è andato. Questo il tabellino di allora: Udinese: Lipizer, Cantarutti, Bellotto, Comino, Bonino, Liuzi, Gerace, Agosti, Spivach, Palmano, Semintendi. Torino: Latella, Morando II, Martin II, Varalda I, Kreutzer, Sperone, Amadesi P., Baloncieri, Libonatti, Janni, Franzoni. Arbitro: Bonello di Venezia. Reti: Spivach 6′ (U), Amadesi P. 20′ (T), Baloncieri 22′, 86′ (T), Gerace 58′ (U), Semintendi 76′, 84′ (U)

©Mondoudinese

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