Parola di tifoso: per rinforzarsi l’Udinese necessita di una punta

Parola di tifoso: per rinforzarsi l’Udinese necessita di una punta

I risultati del sondaggio lanciato a inizio settimana da MUD: tifosi divisi fra necessità di un attaccante, 33%, e bisogno di un regista, 31%.

di Redazione

Il popolo, o almeno una parte, il suo giudizio sul mercato l’ha espresso: nell’Udinese di Massimo Oddo un’altra punta non guasterebbe. Un attaccante di peso o un funambolo del brevilineo, qualcuno insomma che, a suon di gol, alimenti ancor di più il riacceso entusiasmo per una squadra che da sei turni viaggia imbattuta verso la zona Europa. Nel sondaggio lanciato a inizio settimana contestualmente all’apertura della campagna acquisti invernale, l’insindacabile giudizio del tifo bianconero ha decretato come i friulani necessitino di un rinforzo nel reparto avanzato del campo (33%).

Eppure le punte ci sono. E non sono poche. A sottolinearlo lo stesso Oddo nella conferenza stampa precedente al derby fra Udinese ed Hellas Verona: “Ho già sette punte, me ne volete dare un’ottava?” Stuzzicato dai giornalisti su un’eventuale interesse per Gianluca Lapadula – ora al Genoa –, il tecnico aveva risposto valorizzando il suo “affollato” parco attaccanti. Certo, senza Ryder Matos il conto ora cala, così come però è venuto meno il numero di competizioni in cui l’Udinese è ancora coinvolta. Con l’uscita dalla Coppa Italia, infatti, le chance di minutaggio per i giocatori di scarso impiego sono andate riducendosi ai minuti finali delle gare di campionato. I “soli” Lasagna, Maxi Lopez, De Paul, Perica, Ewandro e Bajic, dunque, son forse da considerarsi più che sufficienti per affrontare il restante cammino di Serie A. Che dunque la decisione che ha spinto a scegliere l’opzione “attaccante” non sia basata su criteri quantitativi quanto piuttosto su parametri qualitativi? In tal caso il primo a non aver convinto dal suo arrivo in Friuli la scorsa estate è il bosniaco Riad Bajic. Il ventitreenne fin qui ha avuto poche chance e, quelle poche, è finito per non sfruttarle. Si dice piaccia il centravanti del Carpi Giancarlo Malcore, di un anno più vecchio e una gavetta in serie minori alle spalle. Chissà che il gradimento non porti a un effettivo contatto. Quel che è certo è che in termini realizzativi l’Udinese, al momento, non se la passa poi tanto male: son 33 le reti segnate, solo due in meno dell’Inter e ben tre in più della Roma.

Al secondo posto, staccata per una manciata di voti (31%), troviamo l’opzione “regista”. Fofana adattato in quel ruolo non convince, mentre Andrija Balic, seppur dotato di piede e visione di gioco, nelle uscite di questa stagione è apparso acerbo, altalenante. Valon Behrami, se in forma, rimane dunque pedina imprescindibile davanti alla difesa. Lo svizzero non avrà le esatte caratteristiche di chi è solito agire in cabina di regia, ma la sua garra, il suo senso tattico e l’esperienza che sa dare ai più giovani fan sì che per la manovra sia lui il fulcro del gioco. D’altronde, è dai tempi di Gaetano d’Agostino che l’Udinese non schiera con regolarità un regista fatto e finito. E tra quell’epoca e i giorni nostri, come dimenticarlo, l’Udinese ha vinto in Italia, l’Udinese è tornata in Europa.

Simone Narduzzi

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