“Fort Friuli”, l’Udinese ha ritrovato il fattore campo

“Fort Friuli”, l’Udinese ha ritrovato il fattore campo

Dati alla mano i risultati ottenuti quest’anno in casa paiono lontani dalle figuracce interne delle scorse due stagioni. Ventotto i punti fin qui conquistati fra le mura amiche dai ragazzi di Gigi Delneri

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Una vittoria solamente nelle prime quattro interne, fantasmi di un recente passato che a inizio stagione infestavano il Friuli esponendo il fortino bianconero alle scorribande di formazioni quali Chievo Verona e Lazio. Sconfitte letali per l’ex regnante Giuseppe Iachini, col trono, pardon, la panchina, in seguito affidata a Gigi Delneri per la rinascita del reame Udinese. Il trend casalingo, avvenuto l’insediamento di Gigi I d’Aquileia, si è così impennato a tal punto da riportare lo score di punti ottenuti fra le mura amiche ai livelli dell’ultimo campionato sotto la guida sapiente di Francesco Guidolin.

Otto successi e quattro pareggi il bottino ottenuto quest’anno in casa dai bianconeri, tre punti a separarli dal risultato finale interno del 2013-2014, ultimo atto Stadio Friuli Dacia Arena ingresso principale esterno 4firmato Guido il Conquistatore – di preliminari –, al termine del quale si è poi aperto l’oscuro Medioevo delle zebrette in terreno amico. Da lì in poi, infatti, il conto delle sconfitte sotto l’arco dei Rizzi è arrivato a superare in modo allarmante il novero di vittorie messe in saccoccia durante la gestione di Stramaccioni prima e Colantuono poi. Otto volte gli avversari hanno marciato sulle spoglie dei friulani nella stagione 201-2015 a fronte di soltanto sei battaglie vinte; in nove occasioni son cadute le mura del castello di piazzale Argentina nella staffetta Cola-De Canio della scorsa disastrosa campagna in A dell’Udinese. Curiosamente, c’è da notare, lo score peggiore in questo ciclo funesto per il calcio made in Friuli lo si rileva proprio nella stagione dell’inaugurazione del nuovo stadio, impianto costruito per divenir fortezza, capanna spazzata via ai primi affondi di squadre nemiche.

Per lo stadio immacolato, pressoché lasciato intatto, occorre un salto al campionato 2012-2013. Le statistiche di quell’annata post-eliminazione ai playoff di Champions League contro il Braga parlano di ben 40 punti al Friuli frutto di undici vittorie, sette match conclusi sul pari e un solo buco nell’acqua, con la Juventus poi vincitrice del torneo. Vecchia Signora oggi ad un passo dal suo sesto titolo consecutivo, con l’Udinese piccolo ostacolo nella marcia dei ragazzi di Allegri grazie all’1-1 – una delle quattro “x” arrivate finora in casa – registrato lo scorso marzo: Zapata per il vantaggio, Bonucci a riequilibrare. Prestazione maiuscola da parte dell’undici messo in campo da Delneri, replica del 2-1 con cui i bianconeri schiantarono, sul finir di gennaio, il Milan di Vincenzo Montella dopo le rete iniziale di Jack Bonaventura. Al gol in avvio di gara dell’esterno, risposero, per la rimonta, Cyril Thereau e Rodrigo De Paul. Per l’argentino, in particolare, quella contro il Diavolo rossonero fu la prima marcatura in A, macchiata, a livello nazionale, dal brutto fallo che il numero dieci commise sul diretto marcatore De Sciglio nell’azione precedente al definitivo sorpasso friulano.

Amaro, invece, il tabellino di Udinese-Napoli del 19 novembre scorso. I partenopei, che non vincevano al Friuli da ben nove anni, riuscirono a sfatare il tabù grazie a una doppietta di Lorenzo Insigne propiziata dagli erroracci dell’Udinese in fase difensiva. Perica accorciò le distanze ma nulla poté evitare la sconfitta in un match sempre sentito dal tifo bianconero. L’amarezza per quello stop contro i rivali di Maurizo Sarri, venne però cancellata nel giro di due settimane in quella che, forse, è fra le gare più esaltanti del campionato dell’Udinese 2016-2017.

Al Friuli arriva il Bologna, l’atmosfera è di celebrazione. Si festeggiano, infatti, i 120 anni della nascita del club e la vittoria, manco a dirlo, viene data per cosa fatta. Si oppone, tuttavia, alla volontà popolare l’estremo difensore rossoblù Antonio Mirante, autore di interventi decisivi che tengono a galla i suoi lungo tutto l’arco della partita. Resiste lo 0-0, tutti ormai se ne stanno per tornare a casa, quand’ecco capitan Danilo sbloccarla al 93’. Gol pazzesco quello dell’italo-brasiliano, una girata contraria alla sua natura di difensore centrale che fa esplodere gli spalti, follia allo stato puro. Quintessenza di un’euforia inseguita a lungo dai fedeli e chiassosi supporter delle zebrette, una gioia da rivivere – o almeno questo è l’auspicio – già dal prossimo, e ultimo, incontro casalingo contro la Sampdoria.

Simone Narduzzi

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