Tavian presenta Roma-Udinese: “Basta con i regali”

Tavian presenta Roma-Udinese: “Basta con i regali”

La squadra sta finalmente impostando un impianto di gioco, ma gli errori tecnici individuali ci penalizzano

di Redazione

Marco Tavian, allenatore e noto opinionista di Udinese Tv, presenta il match in programma  all’Olimpico che vedrà i friulani sul banco di prova affrontare un avversario ostico come la Roma.

Mister, quanto pesa la classifica sull’atteggiamento mentale dei giocatori nell’affrontare la sfida con i giallorossi?

Indubbiamente la consapevolezza di giocare una partita delicata comporta tanta pressione sui giocatori, consci di essere tutti sotto attenta osservazione. I prossimi avversari sono difficili, di quelli che non ti perdonano nessun errore e il rischio concreto di arrivare a novembre, quando cioè potremo affrontare squadre più “abbordabili”, con un bottino molto scarno non aiuta di certo ad allentare le tensioni che inevitabilmente si creano quando le cose vanno male. C’è da dire poi che mentre la Roma viene dal match con il Benevento durante il quale il largo vantaggio le ha permesso di gestire con accortezza le proprie forze, l’Udinese invece ha avuto meno di tre giorni per recuperare tutte le energie spese nell’impresa di rimediare alla situazione di svantaggio con il Torino.

La Roma ha cambiato allenatore ma continua a segnare tanto. Cosa cambierebbe tatticamente per provare a metterla in difficoltà?

La sfida con la Roma non è certamente l’occasione più appropriata per sperimentare nuove soluzioni. Bisogna poi riconoscere che l’impianto di gioco in realtà si sta strutturando. Con il Torino l’Udinese ha giocato la sua migliore partita, seppur dopo aver regalato due gol ai granata che hanno reso l’impresa di una rimonta più che ardua. Non c’è stato finora nessun avversario che abbia più di tanto impegnato Scuffet, quasi tutti i gol subiti sono nati da errori tecnici individuali più che da problemi tattici.

Qualche colpa è da imputare anche al tecnico?

Tutti devono farsi un esame di coscienza. Se la squadra non è ancora riuscita ad esprimersi non può essere solo colpa di pochi. Poi le dinamiche interne non le conosciamo, quindi sarebbe azzardato dire chi ha maggiori responsabilità rispetto ad un altro. Inoltre è fondamentale imparare ad evitare sbagli grossolani che regalano punti agli avversari servendoli su un piatto d’argento, come i gol concessi a Birsa, Inglese, Rizzo o l’errore commesso sul tiro di Ljajic che ha permesso a Belotti di complicarci subito le cose.

Da chi in particolar modo si aspettava qualcosa in più?

Direi da tutti. I giocatori non devono aver bisogno di essere spronati affinché diano il meglio. La motivazione a dare sempre il massimo deve appartenere allo sportivo in maniera insita e senza riserve.  Abbiamo anche tanti giovani la cui ambizione, in senso positivo, dovrebbe essere ovvia. Forse i troppi complimenti alla squadra in precampionato hanno spento un pò la loro fame di gloria.

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