Velazquez: “Voglio formare una squadra protagonista”

Velazquez: “Voglio formare una squadra protagonista”

Il nuovo tecnico dell’Udinese parla in conferenza stampa degli obiettivi che lo muoveranno alla guida della squadra per la prossima stagione calcistica

di Redazione

Il Dg Franco Collavino ha presentato in conferenza stampa  il tecnico spagnolo chiamato a guidare la squadra friulana:

“La nostra scelta è stata effettuata sulla base della necessità di archiviare la scorsa stagione e riprendere la tradizione di allenatori giovani e non noti che hanno portato innovazioni. Il calcio spagnolo  assieme a quello portoghese è un calcio moderno, d’avanguardia, con allenatori che interpretano un calcio innovativo, la nostra intenzione è riuscire ad attuare anche da noi questa nuova idea di calcio adattandola alla nostra tradizione. Julio Velazquez è secondo noi la persona giusta, lo stavamo seguendo già dall’estate scorsa; abbiamo firmato un contratto triennale e con lui arriveranno tre professionisti: un allenatore in seconda, un preparatore atletico e un analista”.

Prende la parola Velazquez:

“Io e il mio staff vorremmo innanzitutto ringraziare la dirigenza per essere stati coinvolti in questo progetto. Il motivo principale per cui ho scelto l’Udinese è che è una società storica e da subito ha dimostrato di avere grande fiducia in me e mi ha convinto il loro progetto; poi  la Serie A a mio avviso è uno dei migliori campionati al mondo. E’ un calcio di alto rendimento, è chiaro che il risultato è fondamentale ma è anche importante il come ci si arriva, bisogna pensare a come perseguire certi obiettivi, tentando di giocare un calcio estetico, cercando di proporre il massimo sul campo per diventare protagonisti. Mi hanno chiesto di perseguire un risultato nel breve periodo congiuntamente agli obiettivi di lungo termine per far crescere la squadra sia a livello individuale che collettivo e scoprire quindi le qualità dei giocatori che ho a disposizione.

Se mi sono fatto un’idea dei giocatori? Mi sono visto tutte le partite della scorsa stagione, ci sono grandi potenzialità e individualità da sviluppare per poi metterle insieme. Nel precampionato l’obiettivo sarà fare un lavoro di squadra. Parliamo di una società molto organizzata, con un dipartimento di scouting incredibile e si lavorerà tutti insieme per portare avanti il processo nella maniera più convincente possibile. Voglio una squadra versatile, il mio obiettivo è fare un calcio protagonista.

Il modulo? L’importante è trovare l’equilibrio e cercare di farli giocare bene insieme in base alle rispettive qualità. È fondamentale avere un’idea, ma è altrettanto importante anche avere una sensibilità che consenta di cercare la vittoria in maniera convincente, sfruttando le qualità dei singoli. È importante il nostro gioco, ma è fondamentale anche sapersi adattare al rivale.

Nel calcio moderno l’allenatore deve dare qualità e la dirigenza ha l’obiettivo di mettergli a disposizione il materiale per questo scopo. Qui c’è un dipartimento di scouting straordinario: serve dialogo, ma serve anche che ciascuno lavori secondo le sue competenze.L’allenatore deve allenare, il direttore sportivo deve osservare e selezionare. Però sempre attraverso il dialogo e una filosofia comuni.

Sono consapevole delle difficoltà della squadra negli ultimi anni, ma sono ottimista. Bisogna guardare al passato solo per imparare non per lamentarsi, ed è necessario avere un atteggiamento positivo. Il calcio è come la vita, in continua evoluzione, viviamo in una società globalizzata in tutti i settori e il calcio risponde a questa realtà. Non prometto niente  se non di lavorare con massima serietà rigore e professionalità e lavoreremo per fare in modo che i tifosi si divertano e siano orgogliosi della squadra.

La cosa importante, in Italia o in Spagna, sono i calciatori. Bisogna cercare l’equilibrio, perché il gioco della squadra sia adatto ai calciatori a disposizione. Per me è molto importante che i tifosi si possano identificare nella squadra , è la chiave di tutto per ottenere un rendimento nell’immediato e un progresso sia a livello individuale che collettivo.

Cosa intendo per essere protagonisti? Per me il protagonismo della squadra non è fare 25 passaggi di fila solo col fine del possesso palla. Quello che vogliamo fare è cercare di avere una squadra non prevedibile e versatile e che giochi la partita nella metà campo dell’avversario adattandosi alle diverse esigenze di gioco, con 25 o con 3 passaggi dipende dalle circostanze.

Nell’Udinese ci sono tanti stranieri, ma la cosa più importante è il collettivo, i giocatori devono sentirsi squadra e andare nella stessa direzione. Nella globalizzazione di cui parlavo prima bisogna cercare un equilibrio. Non importa se italiani, spagnoli, sloveni, paraguaiani: l’importante è far capire cosa voglia dire far parte dell’Udinese.”

 

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