Il Granada si inchina a Messi

Il Granada si inchina a Messi

Una tripletta della Pulce e una rete di Neymar piegano la formazione di Sandoval al Camp Nou. L’attaccante argentino, candidato numero uno per il Pallone d’Oro, chiude la gara in meno di un quarto d’ora. Prossimo impegno per gli andalusi giovedì in Coppa di Spagna con il Valencia

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Mancano meno di 48 ore alla consegna del Pallone d’oro 2015 e Lionel Messi pare essere il candidato numero uno a vincerlo per la quinta volta e diventare il primo calciatore nella storia a raggiungere questo traguardo. Se Liga, Copa del Rey, Champions League e Mondiale per Club vinti possono non essere abbastanza per incoronare l’argentino miglior giocatore del pianeta, la Pulga ha voluto congelare il premio in suo favore iniziando il 2016 con una doppietta ai cugini dell’Espanyol mercoledì nell’andata degli ottavi di finale della coppa nazionale. Oggi l’ennesimo punto esclamativo con la tripletta al Granada, sconfitto dai blaugrana per 4-0.

Al minuto 14 il Barcellona è gia sul 2-0 e in entrambe i casi è la ormai rinomata coralità blaugrana a mandare Messi a segno: Arda Turan prima (all’esordio nella Liga con la nuova maglia) e Suarez poi disegnano due assist al bacio che il funambolo di Rosario non può che tramutare in gol. La difesa ospite è in balia del palleggio ipnotico degli uomini di Luis Enrique e per tutta la prima frazione di gioco il Granada non riesce ad imbastire un azione degna di nota. Peñaranda e Success provano a tenere alto il baricentro della squadra ma, mal serviti, faticano e falliscono ripetutamente nel loro intento. Il “5-3-2 e contropiede” pronosticato per l’occorrenza da Josè Ramon Sandoval si infrange costantemente nella diga composta dai due centrali del Barҫa Pique e Vermaelen. La mediana di casa gioca una partita praticamente perfetta con Rakitic e Sergi Roberto in totale sintonia e controllo del gioco. Se il primo parziale termina con sole due reti di scarto lo si deve solo ad un grande intervento di Andres Fernandez sul solito Messi , alla troppa leziosità di Neymar e alla sfortuna di Suarez che incespica sulla sfera a porta praticamente sguarnita.

I Nazaríes rientrano dagli spogliatoi con un piglio diverso riuscendo a manovrare con più determinazione il pallone nella metacampo blaugrana senza mai però essere particolarmente pericolosi dalle parti di Claudio Bravo. L’estremo difensore del Barcellona sporca i guantoni una sola volta nell’arco dei 90 minuti in occasione di un diagonale potente, ma quanto mai centrale, di capitan Rochina. Messi cerca insistentemente i suoi compagni di reparto nella speranza di rendere partecipi anche loro alla festa ma è sempre suo il gol del 3-0: sfortunato Neymar il cui destro finisce alla base del palo, lesta la pulce che anticipa Doria e la insacca con un puntazo nel “sette”. Luis Suarez (mai visto così altruista) regala proprio a Neymar la gioia del quarto gol con un bel cross rasoterra dalla destra sul palo lungo che l’attaccante brasiliano deve solo ribadire in rete. Siamo a sette minuti dal triplice fischio, ma il match era già chiuso da un pezzo.

“Non arriviamo al Camp Nou già da sconfitti” aveva annunciato in maniera sorniona mister Sandoval alla vigilia. Di sicuro non sono queste le partite da vincere per ottenere la salvezza. Forse il modulo non era quello giusto, forse l’idea dei due attaccanti, seppur molto mobili e pronti al sacrificio in ripiegamento, non ha reso quanto sperato. Forse, più semplicemente, nell’altra squadra giocava l’ufo più alieno di una squadra di extraterrestri…e l’itinerante “Circo della Pulce” prosegue il suo spettacolo sui campi di tutto il mondo.

Jacopo Bravi

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