Watford-Chelsea 0-0: nè vincitori nè vinti

Watford-Chelsea 0-0: nè vincitori nè vinti

Partita vivace al Vicarage Road con le squadre che si spartiscono le occasioni e, alla fine, anche i punti in palio. Heurelho Gomes salva più volte gli Hornets nella ripresa e il match termina a reti bianche.

Commenta per primo!

Doveva essere partita avvincente e tirata e partita avvincente e tirata è stata. Nonostante siano mancate le reti, in questo fresco mercoledì sera di febbraio Watford e Chelsea hanno regalato novanta minuti di emozioni sia al pubblico accorso allo stadio sia a chi se n’è stato pacificamente in poltrona.
Quique Sanchez Flores non convoca Britos colpito in giornata dall’influenza e schiera Cathcart al fianco di Sebastian Prödl. Mario Suarez, neoacquisto degli Hornets, parte dalla panchina ed è quindi compito di Watson lavorare in mediana accanto a Capoue. Sponda Chelsea, Hiddink cambia formazione nel pre-gara e opta per l’Albero di Natale togliendo Hazard dalla trequarti e inserendo un uomo in più – John Obi Mikel – a centrocampo.

Dopo venti minuti di studio è il Watford a mettere la testa fuori dalla sabbia. I Golden Boys giocano da “Chelsea” e costringono gli avversari a giocate frettolose e poco lucide. Josè Holebas, in forma smagliante, crea il solco sulla fascia approfittando della serata-no di Ivanovic. É dal sinistro del greco che al minuto 25 arriva la prima limpida occasione da rete della contesa. Ighalo si divora il colpo di testa del vantaggio saltando leggermente in controtempo sul perfetto traversone del compagno e ciccando irrimediabilmente la sfera. Nei tre minuti successivi il Watford crea altre due azioni da gol: prima Prödl svetta in area su corner dalla destra ma non angola abbastanza la frustata e Courtois blocca agevolmente, poi Capoue non angola abbastanza un diagonale dal limite destro dell’area di rigore e il portiere belga sventa di pugno in calcio d’angolo. Finalmente ritroviamo un Jurado ispirato e in grado, giocando fra le linee, di creare la superiorità numerica. I Blues faticano a ripartire e la prevedibilità di chi dovrebbe impostare facilita il compito alla retroguardia di casa. Male soprattutto Willian e Oscar, loro che dovrebbero essere il collante e il tramite per la potenza realizzativa di Diego Costa. Nell’ultimo quarto d’ora della prima frazione gli Hornets tirano il fiato e i Chelsea per poco non ne approfitta proprio con Costa che però incrocia troppo il mancino. Si chiudono 0-0 i primi godibilissimi quarantacinque minuti di gara.

La seconda frazione è quasi tutta di marca ospite. I ragazzi di Guus Hiddink tornano sul terreno di gioco con un piglio diverso e avanzano di buoni venti metri il baricentro del loro gioco. Jurado torna ad essere la meteora che avevamo imparato a riconoscere nelle ultime uscite del Watford e il gioco dei gialloneri non risulta essere lineare come lo era prima del riposo. Thibaut Courtois risulta inoperoso per tutta la ripresa. Ben diversa la situazione per l’esperto portiere degli Hornets Heurelho Gomes che viene costretto agli straordinari per tenere i suoi a galla. Il tiro di Mikel, deviato da un difensore, lo costringe a smanacciare il pallone sopra la traversa. Al 70′ si distende plastico alla sua destra mandando in corner un destro piazzato di Oscar. Otto giri di orologio più tardi sbarra la via della rete ad un piattone a colpo sicuro di Ivanovic opponendosi con i pugni. Il vero miracolo Gomes lo compie a centoventi secondi dallo scadere quando strozza in gola l’urlo dei tifosi Blues saliti a Watford dal cuore della City volando ad annullare un colpo di testa, all’apparenza letale, di Diego Costa. Bel gesto dell’attaccante spagnolo che, una volta realizzata la prodezza dell’estremo difensore avversario, corre ad aiutarlo ad alzarsi e complimentarsi con lui.

Triplice fischio al Vicarage Road: Watford e Chelsea impattano sullo 0-0 in uno dei due posticipi del mercoledì infrasettimanale di Premier. Un punto che accontenta entrambe le compagini, che mantiene imbattuto il Chelsea del dopo-Mou e che porta gli Hornets a +12 dal Newcastle terzultimo. Perchè l’obiettivo primario, checchè se ne dica, rimane ancora la salvezza.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy