Ravenna, Raschi: un girone di andata oltre le aspettative

La formazione romagnola, avversaria domani della Gsa Udine, ha chiuso la prima parte di stagione a quota 18 punti: “Ma il nostro obiettivo rimane sempre la salvezza. L’Apu? Un’altra squadra rispetto a settembre”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Una stagione davvero sorprendente. Se c’è una squadra che nel corso delle prime 15 giornate di campionato del girone Est di serie A2 ha raccolto risultati decisamente più entusiasmanti rispetto alle previsioni è proprio l‘OraSì Ravenna. Con 18 punti in classifica, la formazione romagnola ha centrato la salvezza quasi con un girone di anticipo, dimostrando di poter contare su un roster di assoluta qualità. E domani al Pala de Andrè (palla a due alle 18, diretta su Udinese Tv) riceverà la Gsa Udine, reduce dai successi con Treviso e Fortitudo. Si preannuncia una sfida ricca di spunti interessanti. A tal proposito abbiamo interpellato Andrea Raschi, ala piccola dell’OraSì classe ’79, originaria di San Marino.

Raschi, al giro di boa vi presentate con soli 4 punti in meno delle capolista Treviso e Virtus. Ve l’aspettavate un campionato così positivo?

Diciamo che non ce l’aspettavamo. Questa estate sono state fatte alcune scommesse, prendendo dei giovani promettenti sì, ma che non avevano giocato tanti minuti a questo livello. Settimana dopo settimana, lavorando, sono arrivati i risultati e abbiamo iniziato a crederci nel corso delle giornate. Per ora le scommesse sono state vinte, perchè i giovani che abbiamo sono molto motivati e vogliono dimostrare di poterci stare in questo campionato. Per ora, dunque, le risposte sono state tutte positive. Siamo contenti, ci aspettavamo di far bene, ma non come è stato fatto. Per un pelo non siamo entrati nelle Final Four di Coppa Italia (Final Eight, se consideriamo anche le quattro qualificate del girone Ovest, ndr).

Con il 38 per cento, siete la squadra più pericolosa del girone Est nel tiro da tre punti. Il dato è legato alle caratteristiche dei singoli o è il frutto di un lavoro specifico?

Dipende principalmente dalla costruzione delle azioni: quando riusciamo a giocare in una certa maniera e a costruire delle buoni azioni facendo circolare bene la palla, riusciamo a trovare dei buoni tiri. Ovviamente abbiamo dei giocatori con queste caratteristiche, ma non alleniamo in particolare il tiro da tre. E’ una conseguenza del lavoro corale e dell’identità che stiamo cercando di costruire all’interno della squadra.

Domani affronterete la Gsa Udine che, rispetto a un girone fa, potrà contare su Allan Ray, arrivato a campionato iniziato, e su Stan Okoye e Andrea Traini ben inseriti e non “esordienti assoluti” come a settembre…

Sicuramente sarà un’altra squadra. Partendo dal presupposto che la partita all’esordio ha sempre un sapore particolare, all’andata la gara è stata dominata dall’equilibrio, potevamo vincere noi come poteva vincere Udine. Quindi domani sarà una battaglia, molto equilibrata. Okoye sta dimostrando un giocatore determinante, come Ray che non ha bisogno di presentazioni. Di settimana in settimana l’Apu è cresciuta parecchio, ha un’identità ben precisa. Non sarà facile per noi riuscire a bissare la vittoria, così come non sarà facile ripetere il girone di andata. Non bisogna mai smettere di lavorare e di rimanere concentrati sull’obiettivo e vivere le giornate singolarmente.

A proposito di obiettivi, se il campionato terminasse oggi, sareste qualificati per i play-off. Ci state pensando?

L’obiettivo dichiarato è raggiungere una salvezza tranquilla. Non sarà facile ripetersi nel girone di ritorno. Non mi sento di fare proclami in questo momento, ce la viviamo domenica dopo domenica, sperando di fare altrettanto bene.

(foto: BasketInside.com – GazzaNet)

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