Tavian presenta Udinese-Palermo: una partita spartiacque

Il tecnico e opinionista di Udinese Tv ci presenta la sua visione del match con il Palermo in programma domenica allo Stadio Friuli

di Redazione

Marco Tavian, allenatore e noto opinionista di Udinese Tv, affronta le implicazioni di Udinese-Palermo, assolutamente da non sottovalutare.

Mister, secondo lei con che spirito il Palermo, virtualmente retrocesso, si presenterà allo Stadio Friuli?

Sbagliamo se pensiamo che il Palermo venga a Udine per concedere spiragli di gioco, almeno sulla carta… La squadra è fatta di giocatori e i giocatori, da professionisti, hanno tutto l’interesse a mostrare il proprio talento, dove esiste. Quindi nessun regalo, se l’obiettivo di squadra risulta troppo chimerico, allora ci si mette in gioco quanto meno individualmente.

Quindi il Palermo potrebbe puntare a spingere sulla ribalta la ‘linea verde’, questo può rappresentare un problema per l’Udinese?

L’Udinese è incontrovertibilmente più forte… Questa è una partita in cui i friulani non devono verificare la supremazia sull’avversario, ma dare continuità e intensità al processo di crescita già avviato nelle precedenti partite, dimostrando maturità mentale, ambizione e consapevolezza dei propri mezzi, a prescindere dal risultato che passa quindi in secondo piano, vista la relativa ininfluenza di esso ai fini della salvezza.

E’ giunto anche per l’Udinese il momento di lasciare spazio alla seconda linea?

No. Questa partita rientra ancora in una primo troncone di campionato in cui la vittoria è necessaria per sancire il livello di maturità raggiunta, al di là dell’esigenza di punti in classifica, come detto prima. Non posso pretendere una squadra pronta ed esperta per confermare tale livello e poi buttare allo sbaraglio giocatori in crescita, peccherei di incoerenza. Poi sicuramente partirà una seconda fase, più sperimentale, per valutare le nuove leve permettendo loro di farsi le ossa e ottenere visibilità…e magari scalare qualche posizione.

Se ne parla tanto, il mercato punta Samir, dovremo fare a meno di lui o c’è qualche possibilità che resti?

Di certo questo non dipende dall’Udinese: se i grandi club si muovono offrendo ingaggi decuplicati e la ribalta internazionale, come si può pretendere che resti? Sarebbe impensabile per qualunque professionista rinunciarvi.

Che effetto le farà veder giocare Scuffet, all’epoca (2007-2009) estremo difensore dei giovanissimi dell’Udinese di cui lei era l’allenatore? 

Un’emozione indescrivibile l’ho già vissuta quando Simone esordì a 17 anni nel match contro il Bologna, schierato da Guidolin al posto di Kelava dopo la lombalgia di Brkic. Simone ha grandi capacità atletiche e tecniche ma soprattutto è dotato di grande levatura e maturità, a cui spero di aver in qualche modo contribuito cercando sempre di salvaguardare, nella mia carriera di allenatore, un ruolo così delicato e difficile come quello di portiere. Chissà… magari riuscirò a vivere l’emozione di un ‘derby’ tra portieri: Leonardo Marson, passato per il Milan e ora militante tra le file del Palermo, premiato nel 2016 come miglior portiere nel torneo di Viareggio, si preparava ricordo nella stagione 2009-2010 con i portieri della prima squadra del Gonars di cui ero allenatore. Veder giocare questi due giovani talenti mi riempirebbe di orgoglio e tanta tanta soddisfazione!

 

 

 

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