IL Gazzettino: Pordenone, mister Tesser da record

Evidentemente, senza voler essere blasfemi, i latini e i quattro evangelisti non si occupavano di calcio e soprattutto non potevano conoscere Attilio Tesser. Il tecnico della storica promozione neroverde ha diffuso la sua disciplina già nel corso della passata stagione nella Destra Tagliamento, ma sembra dare il meglio di se stesso in questa, in serie B

di Redazione

L’apertura del Gazzettino è sul Pordenone:

Nemo propheta in patria è un’allocuzione latina che troviamo anche nei quattro Vangeli. Sta a significare che nessun profeta è gradito nella sua stessa terra. Evidentemente, senza voler essere blasfemi, i latini e i quattro evangelisti non si occupavano di calcio e soprattutto non potevano conoscere Attilio Tesser. Il tecnico della storica promozione neroverde ha diffuso la sua disciplina già nel corso della passata stagione nella Destra Tagliamento, ma sembra dare il meglio di se stesso in questa, in serie B, che vede i suoi ramarri giocare alla Dacia Arena a meno di due chilometri da casa.
LA STRADA DEL PROFETATesser, smessa la divisa di difensore mancino di fascia (con esperienze anche a Napoli e nell’Udinese, per 5 stagioni), ha iniziato la carriera da allenatore a Sevegliano nel 1979, poi è passato alle giovanili di Udinese e Venezia. È tornato su una panca da prima squadra nel 2001, a Bolzano con il Sudtirol. Quindi ha allenato Triestina, Cagliari, Ascoli, Mantova, Padova, Novara, Ternana, Avellino e Cremonese, prima di sposare nell’estate del 2018 la causa dell’amico Mauro Lovisa. Non è stata una carriera tutta rose e fiori. Non gli sono mancate le amarezze, come gli esoneri a Cagliari (nel 2005, dopo appena una giornata di campionato in A), ad Ascoli, a Mantova, a Padova, ad Avellino e a Terni. Ma lungo la strada ha collezionato soprattutto diversi successi e riconoscimenti come la doppia promozione dalla C alla A con il Novara e quella sempre dalla C con la Cremonese, la conquista della Supercoppa di Lega Pro ancora con il Novara, l’assegnazione della Panchina d’argento per la stagione 2010-11 e il titolo di miglior allenatore del Triveneto 2018-19. (.)

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