Udinese, cantiere apertissimo. Ma quanto lavoro

Udinese, cantiere apertissimo. Ma quanto lavoro

Il cantiere è apertissimo, nulla è certo anche perché le regole del mercato sono da tempo cambiate e l’Udinese fino ad oggi non si è ancora adeguata. L’errore fatale sarebbe puntare ancora su prestiti che rendono poco (sanno che torneranno male che vada alla casa madre) e altro errore comprare tanti nomi sconosciuti per poi doverli tenere sul groppone

di Redazione

L’Udinese 2019/20 cambierà qualche volto, ma lo farà con calma sfruttando al meglio la lunghissima (eterna diremmo) finestra di mercato. L’ordine imperativo che arriva dai piani alti, anzi da Londra è “prima vendere poi passiamo agli acquisti”. Ovvietà. La rosa delle scorse stagioni, specie l’ultima, al di là delle scuse di facciata, si è salvata sul rotto della cuffia non per sfighe varie ma per il semplice motivo che era scarsa nel suo complesso o con giocatori che a Udine non hanno molta voglia di rimanere.

Per questo De Paul, Fofana sono i primi della lista partenti. Loro ambiscono ad altri lidi (l’argentino lo aveva addirittura ammesso l’anno scorso che aveva risentito della mancata cessione), oggi verranno accontentati. Proprio dal primo luglio inizia ufficialmente la fase di mercato e si inizierà a lavorare sul serio. La fiorentina per De Paul è pretendente seria, lo diciamo da settimane anche in tempi non sospetti. L’Udinese spara alto come al solito e qui può starci l’inghippo. L’alternativa è la Spagna dove De Paul tornerebbe volentieri (Valencia su tutte). Ma anche qui non a 30 milioni. Difficilissimo pensarlo ancora a Udine.

Stesso discorso per Fofana, che in Friuli in molti non vedevano bene, ma che fuori ha estimatori. Quindici i milioni chiesti per lui, anche in questo caso si spara alto, poi si troverà un accordo, probabilmente con Newcastle o West Ham che lo vogliono e hanno sterline pregiate da spendere.

Per finire di capitalizzare c’è poi Larsen, undici milioni e che piace alla Lazio ma non solo.

Ricordiamo che sulla lista ddii ci sono anche D’Alessandro (tornato all’Atalanta), Sandro (Genoa), Zeegelaar, Okaka e Wilmot (Watford), Angella, Matos, Coppolaro, Pontisso, uno tra Samir e Nuitynk. Da valutare Pezzella che non sembra rientrare nei piani.

Una bella lista con la valigia vero? Poi che succederà? La rosa dev’essere più compatta sia in campo (ovvio), sia numericamente. Basta con troppi giocatori scontenti che possono creare qualche problema di spogliatoio visto che ahinoi nessuno ancora ha proposto il calcio a 15.

Per adesso gli acquisti sono stati Pape Gueye (19 enne tutto da verificare, mediano in arrivo in prestito dal Watford), Jajalo (mediano a fine contratto col Palermo) e presto arriverà l’ufficializzazione per Becao (difensore brasiliano tutto da scoprire nel calcio italiano, visto che quello russo è un po’ meno competitivo diciamo).

Le certezze? Balic, che Tudor vuole lanciare davanti alla difesa,  Lasagna da valorizzare definitivamente dopo una stagione nemmeno in doppia cifra e Teodorczyk finora oggetto misterioso ma sul quale il club punta molto. Poi forse, e diciamo molto ma molto forse, Mandragora che difficilmente rimarrà a Udine anche se con l’Udinese avrebbe ancora un anno da scontare ma la Juve lo rivuole fortemente per usarlo come merce di scambio. Ma sarà sulle fasce che si dovrà lavorare tanto per trovare i giocatori giusti in un ruolo chiave sia a destra sia a sinistra. Poi servirà un ottimo centrocampista da affiancare al rientrante Barak (anche lui tutto da verificare dopo il lunghissimo ko), quindi i rincalzi giusti per ogni reparto.

Il cantiere è apertissimo, nulla è certo anche perché le regole del mercato sono da tempo cambiate e l’Udinese fino ad oggi non si è ancora adeguata. L’errore fatale sarebbe puntare ancora su prestiti che rendono poco (sanno che torneranno male che vada alla casa madre) e altro errore comprare tanti nomi sconosciuti per poi doverli tenere sul groppone col muso lungo fino a terra. Serve logica nella costruzione di una squadra che deve ambire alla salvezza tranquilla. Non ci si faccia illusioni. Marino è arrivato e farà il suo lavoro, ma il mercato viene dettato come sempre dall’alto. E di errori in questi anni ne sono stati fatti troppi per cui serve calma per capire se il passato insegna oppure se si persevererà in squadre piene zeppe di stranieri che non sanno nemmeno dov’è Udine se non andassero su Wikipedia.

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