Udinese, il mercato si apre con alcuni casi spinosi

Udinese, il mercato si apre con alcuni casi spinosi

Per Pozzo la scelta è se attendere come sempre l’estate sperando quindi in vantaggi economici o “svendere” (si fa per dire) in inverno certo giocatori che vuoi per ambizioni personali vuoi perché a Udine c’è poco spazio troppa concorrenza (fate voi) rischiano di indebolire lo spogliatoio piuttosto che rafforzare la squadra.

di Redazione

Chiuso il 2019 dell’Udinese con le solito molte ombre e con qualche luce. La speranza oggi viene da una classifica che non è certo uno scintillio, ma non è nemmeno drammatica anche se va ricordato che mai come quest’anno di squadre materasso non ce ne sono e dai  bianconeri a 18 punti fino al Genoa ultimo con 11 ci sarà lotta nell’anno che verrà. E il mercato potrebbe cambiare molte  carte in tavola.

Per Pozzo la scelta è se attendere come sempre l’estate sperando quindi in vantaggi economici o “svendere” (si fa per dire) in inverno certi giocatori che vuoi per ambizioni personali vuoi perché a Udine c’è poco spazio troppa concorrenza (fate voi) rischiano di indebolire lo spogliatoio piuttosto che rafforzare la squadra. Il grande dubbio sta qui e le parole di Fofana dopo la partita col Cagliari (tre punti d’oro) lo confermano. Il centrocampista ha fatto intendere che vuole sicurezze dal club, ma non è questione di contratto (che scade nel 2022) né tanto meno di ingaggio (per limarlo c’è tempo. Piuttosto vuole garanzie di giocare, ma c’è Barak che scalpita e che ha dimostrato molta più continuità del compagno, c’è un centrocampo che necessita di logica e non di scelte estemporanee. Per questo il francese/ivoriano può andare via, al Torino che dall’estate lo cerca e ha bisogno estremo di rinforzarsi anche per placare l’ira dei tifosi granata.

Poi c’è De Paul. L’Udinese lo vorrebbe cedere a giugno per 35 milioni, l’obiettivo non dichiarato è questo. Ma è anche vero che al di là di alcune prestazioni il rendimento è sotto le attese anche per un ruolo che – nonostante le dichiarazioni – non sembra il suo. Contro i sardi ha fatto bene, ma anche lui è calato nella ripresa (come tutti e come sempre) e se non ci fosse stato il guizzo di Fofana nel finale la prodezza dell’argentino sarebbe valsa a poco. Al di là di questo rimane un ‘ibrido’ che non è un attaccante da doppia cifra, non è trequartista in un campionato dove praticamente il ruolo è sparito, non è mezzala nel senso che la fase difensiva è sempre troppo dispendiosa per uno con le sue caratteristiche. L’Inter lo voleva e usiamo il passato perché l’uscita dalla Champions e il recupero di Sanchez stanno cambiando i piani. Attenzione al Milan e al Napoli, ma anche la solita Fiorentina. Il punto è se avranno i soldi per soddisfare Pozzo. E se De Paul rimarrebbe volentieri, al di là di quanto si esterna in  una calcio dove le verità rimangono sempre nascoste.

Poi ci sono altre questioni: Barak se non dovesse andare via almeno uno dei due sopra citati potrebbe essere sacrificato, così come si sa che Teodorczyk piace in Francia a più squadre e a Udine è l’ultimo attaccante, anche Pussetto non è stato mai utilizzato praticamente, e ora vuole pure lui certezze, ma in campo ci vanno due di punte e Nestorovski è la prima alternativa. Anche qui tutto è legato a De Paul e alla formazione che prenderebbe forma con la sua eventuale cessione.

Sierralta in difesa è un altro giocatore che l’Udinese vuole dare in prestito poi ci sono i casi dei ritorni come Vizeu, che serve dare in prestito se non si vuole avere un ulteriore scontento in squadra. Infine le fasce: Gotti dice che se tutti stanno bene possono bastare, ma in realtà si cercherebbe un rinforzo.

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