Balbo: “Si è pensato più al “noi” che all'”io”

Balbo: “Si è pensato più al “noi” che all'”io”

Ribadisco il concetto: c’è stata una prestazione di squadra, il singolo andava sempre ad aiutare il compagno in difficoltà. Si è vista una mentalità completamente diversa.

di Redazione

Abel Balbo non ha dubbi: «La partita con il Genoa è stata impostata in maniera intelligente. Si è pensato più al “noi” che all'”io”», le parole dell’ex bomber bianconero al Messaggero Veneto. «Ribadisco il concetto: c’è stata una prestazione di squadra, il singolo andava sempre ad aiutare il compagno in difficoltà. Si è vista una mentalità completamente diversa. De Paul? E’ un trequartista che sa adattarsi a tante zone del campo. Ha tiro, ma è abile anche nell’ultimo passaggio. E quando si tratta di dare una mano in fase di copertura, come si è visto con il Genoa, non si tira indietro. Lo si è visto anche in nazionale ».

E Okaka? .«Okaka è un giocatore che magari non ti cattura l’occhio ma risulta molto importante per una squadra come l’Udinese. Fa reparto da solo, ma non è statico, svaria su tutto il fronte e questo favorisce l’inserimento dell’attaccante che gli gioca a fianco e dei centrocampisti. Nei primi due gol al Genoa c’è il suo zampino».

Infine uno sguardo alle nuove regole: «Le punte sono molto più tutelate, una volta era concesso tutto, le caviglie erano sempre a rischio con gli interventi da dietro., I falli in area? La regola deve essere più chiara e non rifarsi all’interpretazione dell’arbitro che poi rischia di essere scambiata per malafede, cosa alla quale non credo. Ormai ci si può allenare a colpire la mano del difensore, io ho avuto un allenatore che ci allenava su questo. Chi era? Si dice il peccato non il peccatore…»

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