Caos calcio e virus. Si rischia la farsa mentre le porte chiuse sono l’unica via

Caos calcio e virus. Si rischia la farsa mentre le porte chiuse sono l’unica via

Le zone più esposte hanno solo il buon senso da mostrare anche all’estero: limitare al massimo i contatti tra le persone annullando le cose inutile e mostrando praticità dove possibile per cercare comunque di non fermare tutto. Per cui le porte chiuse era e rimane la scelta più ovvia da mostrare anche all’estero. Altro che il contrario.

di Redazione

Ora che anche il Friuli VG è stato ufficialmente colpito dal coronavirus anche l’Udinese dovrà trarne le conseguenze. Dopo che la scelta più logica in un momento di caos totale (quella di giocare a porte chiuse) è stata accantonata per far posto ai rinvii che stanno distruggendo la credibilità della classifica e della regolarità del campionato (già minata da anticipi e posticipi senza fine), ecco che la Lega (che ha scelto in autonomia con  la FIGC che appare oramai organo inutile) potrebbe ricredersi. Mercoledì l’assemblea straordinaria. Possibile che tutto il calendario slitti, ripartendo esattamente da dove ci si è fermati anche se pure questa ipotesi è tutta da verificare visto che comunque cinque gare si sono giocate nel weekend.

La Fiorentina, che sabato si è vista costretta  ritornare a casa dopo aver anche sostenuto le spese del viaggio ha fatto sapere tramite il braccio detsro di Comisso, Joe Barone che «abbiamo rispettato tutte le regole, due ore prima della partenza ci avevano assicurato di giocare a porte chiuse. La squadra è andata a Udine e da lì solo attraverso i social abbiamo capito della possibilità di non poter giocare. Poi ho ricevuto la chiamata dalla Lega serie A sul rinvio. Ma io dico: o giocano tutti o non gioca nessuno. Si sarebbe dovuto prendere una decisione durante la settimana. Le regole devono essere per tutti uguali e ognuno di noi deve seguire queste regole. Noi vogliamo portare il livello del nostro calcio a quello degli anni Novanta, ma se produciamo continuamente polemiche non va bene». Come  dargli torto?

Nella caos o nella farsa in cui sta cadendo la Lega ecco anche la Coppa Italia con  mercoledì sera in scena con Juventus-Milan e il giorno dopo con Napoli-Inter. Lo Stadium di Torino sarà a porte semi aperte cioè sarà solo vietato ai tifosi juventini e milanisti provenienti da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Geniale.

E ora che il virus si continua a diffondere appare quasi inutile che si parli di riaprire luoghi pubblici, visto che è proprio la contagiosità della malattia a preoccupare più del suo decorso che è prevalentemente positivo. Le zone più esposte hanno solo il buon senso da mostrare anche all’estero: limitare al massimo i contatti tra le persone annullando le cose inutile e mostrando praticità dove possibile per cercare comunque di non fermare tutto. Per cui le porte chiuse era e rimane la scelta più ovvia da mostrare anche all’estero. Altro che il contrario.

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