Caos Udinese: in ritiro con Tudor, lo sfiduciato “salvo intese”

Caos Udinese: in ritiro con Tudor, lo sfiduciato “salvo intese”

Tudor: che di fatto, da quanto trapela, è stato “sfiduciato”. Però con riserva o  come dicono i politici “salvo intese”. Una formula che tradotta dal politichese significa che se non si trova di meglio si va avanti con l’incolpevole allenatore croato

di Redazione

Nessuna comunicazione è giunta da Piazzale Argentina, ma tutti sanno che le riunioni (con assente Gino Pozzo) si sono susseguite per decidere il destino di Igor Tudor: che di fatto, da quanto trapela, è stato “sfiduciato”. Però con riserva o  come dicono i politici “salvo intese”. Una formula che tradotta dal politichese significa che se non si trova di meglio si va avanti con l’incolpevole allenatore croato, che avrà preso anche undici gol in due gare, ma che aveva avvertito in tempi non sospetti i problemi che c’erano in seno alla squadra.

Suvvia non scordiamoci che solo mesi fa parlava di dover portare la difesa a quattro, ma si sa che a Udine chi decide sembra avere un dogma assoluto prima di tutto, in stile Scientology: la difesa a tre. Poi aveva detto chiaramente che oltre alla salvezza non si poteva pretendere. Ma qualcuno faceva proclami e lo responsabilizzava oltre misura.

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Oggi siamo al limite. Si sa che il club sta optando su altri nomi, ma è altrettanto vero che oggi l’Udinese non è più la piazza matita da tutti. Così il buon Tudor dopo un confronto in sede con la dirigenza è salito sul pullman della squadra verso il ritiro (con tanto di telefonini sempre accesi con i procuratori…) e verso Genova partita chiave che sembra passare in secondo piano rispetto a eventuali cambi per cambiare tutto, Mandragora non cambiare nulla di fatto. Si attende comunque un comunicato, una parola, una virgola per chiarire o almeno ufficializzare la posizione dell’allenatore.

Sarebbe un po’ inconsueto a dir poco però partire in ritiro con Tudor, ma poi affidare la squadra  al vice Gotti a Marassi. Ma serve trovare con Tudor una soluzione per la risoluzione del contratto (non si può mica spendere e espandere!), poi scegliere il sostituto che non sarà un nome di grido: Colantuono piace a Marino che lo ha avuto a Bergamo, ma è inutile ricordare i suoi rapporti a Udine dove senza falsa modestia è stato forse il meno amato dai Friulani. Poi Ballardini sembra non essere voglioso di arrivare, Carrera sì invece, Guidolin si sa come si sia lasciato e come non voglia essere magari ricordato per risultati negativi piuttosto per i record ottenuti. Gattuso? Il suo ingaggio significherebbe che i giocatori con 400 mila euro annui andrebbero subito a bussare al cassiere.

La situazione in soldoni è questa. Definirla caotica è forse un eufemismo.

 

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