C’era una volta l’Udinese dei grandi bomber

Non si può fare a meno di rimpiangere gli attaccanti che sono passati in questi 25 anni di serie A, giocatori forti, che vedevano la porta, che risolvevano le partite da soli

di Redazione

E poi ti senti dire vivete solo di ricordi.
Beh, di fronte a cotanta sterilità offensiva non si può fare a meno di rimpiangere gli
attaccanti che sono passati in questi 25 anni di serie A.
Giocatori forti, che vedevano la porta, che risolvevano le partite da soli, che
esaltavano i tifosi, che davano speranza, che davano certezza.
Bierhoff, Amoroso, Poggi, Muzzi, Sosa, Di Michele, Iaquinta, Di Natale,
Quagliarella, Sanchez, fino ad arrivare a Thereau, che per tre anni consecutivi con la
maglia bianconera è riuscito a raggiungere a stento la doppia cifra, nell’ultimo in
accoppiata con il suo compagno di reparto Duvan Zapata.
Ora invece il vuoto, il nulla.
La nostra speranza si chiamava Kevin Lasagna.
Il suo primo anno all’Udinese lasciava presagire un futuro roseo e pieno di gol,
purtroppo però dopo l’exploit del primo anno quando raggiunse la discreta quota di
14 reti, non è più riuscito a mantenere né le promesse, né le speranze né la continuità
in fase realizzativa.
Anche Okaka non è una macchina da gol, ma la fortuna ha voluto che li abbia
centellinati nelle partite che contavano, portando quasi sempre i tre punti per i
bianconeri.
Ma dov’è finita l’Udinese dall’attacco spettacolare?
Dov’è finita l’Udinese che sapeva acquistare gli attaccanti forti?
Dov’è finita l’Udinese che pur di assicurarsi un attaccante era disposta a spendere?
Quell’Udinese non c’è più.
La gestione piatta e fredda degli ultimi anni non prevede colpi di mercato, non
prevede sorprese, slanci di passione, perché è minimalista, pragmatica, poco aperta a
soddisfare i propri tifosi.
Una volta c’era l’Udinese dei grandi bomber.

Minotti Paolo

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