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Chiudere l’anno, resettare e ripartire: a gennaio servirà un’Udinese diversa

Proprietà e dirigenza devono fare scelte chiare: quest'anno la salvezza non arriverà per divina concessione

Redazione

"Chiudere l'anno e resettare. Ripartire, per quanto nel calcio sia possibile farlo a gennaio, sapendo che i prossimi saranno mesi difficili. Rischiano di diventare durissimi, se non si faranno le scelte opportune. Per questo oggi più di ieri serve una linea chiara: col fuoco non si scherza.

"Partiamo dalla fine, del 2019. Sabato l'Udinese affronterà il Cagliari, squadra che gioca bene, ma spesso nell'ultimo periodo non ha raccolto molto: si prenda la partita con la Lazio: dopo aver dominato il primo tempo, i rossoblu si sono sciolti come neve al sole.

"Certo, di fronte avevano l'undici più in forma del campionato, non la claudicante Udinese che si porrà loro davanti domani. I friulani hanno però l'obbligo di fare punti, possibilmente tre: l'abbiamo già detto, ma è utile ripetersi, quest'anno la salvezza non arriverà per divina concessione.

"Occorrerà sudarsela, ecco allora che servirà una squadra diversa da quella vista finora. Gli elementi cruciali sono arcinoti: certezza sulla guida tecnica, riassetto della rosa e trovare equilibrio, armonia, unità di intenti all'interno dello spogliatoio. Queste, a nostro giudizio, devono essere le fondamenta sulle quali porre la ripartenza: che ci dovrà essere, auspicabilmente il prima possibile.

"Altrimenti sarà un inferno, da qui alla fine del campionato, dall'esito incerto. Proprietà e dirigenza facciano le loro scelte: di sicuro hanno il polso della situazione. Ergo, sanno cosa fare. Non si tirino indietro: resettare e ripartire, dopo aver chiuso il 2019. Magari con dei punti: ma questo dipende dalla squadra, chiamata a tirare fuori l'orgoglio.

"Massimo Pighin

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