Cucci: “Nutro rispetto per Gotti, sta veicolando un messaggio educativo”

Cucci: “Nutro rispetto per Gotti, sta veicolando un messaggio educativo”

L’autorevole giornalista analizza il momento attuale dell’Udinese soffermandosi anche su De Paul e Musso

di Redazione

Gotti? Se gli fa piacere, si faccia chiamare allenatore in seconda, ma continui a fare quello che sta facendo perché rappresenta un messaggio positivo. Le sirene di mercato su De Paul sono una prassi, senza la quale molti giocatori si sentirebbero avviliti. Musso va lasciato lavorare con tranquillità, onde evitare di ”bruciarlo” come avvenuto per diversi portieri passati dall’Udinese.

Italo Cucci riesce sempre a offrire un punto di vista originale: considerazioni che permettono di analizzare meglio il momento della squadra bianconera. Abbiamo chiesto a uno dei più autorevoli giornalisti italiani un giudizio su quello che sta accadendo in casa Udinese: queste sono le sue riflessioni.

“Trovo che su Gotti si potrebbero fare considerazioni elementari – ha detto Cucci -: se non gli piace farsi chiamare allenatore in prima, allora si faccia chiamare allenatore in seconda. Non è l’etichetta ciò che conta: è importante quello che sta facendo. Oltretutto vuole meno soldi rispetto ad altri, ed evidentemente questo è rilevante. Battute a parte, ho molto rispetto per lui: sta scrivendo una pagina divertente, ci dà la possibilità di vedere qualcosa di educativo. Non una cosa che succede spessissimo, nel calcio».

Questo il pensiero del direttore su De Paul. «Anni fa dicevo che le voci di mercato disturbano l’ambiente e le persone: oggi mi sento di dire che senza voci di mercato determinati protagonisti del pallone si sentirebbero avviliti e frustrati. Evidentemente, affinché De Paul rimanga all’Udinese serve un fattore: che De Paul voglia rimanere all’Udinese. Poi, com’è logico che sia, entrano in gioco anche altre questioni».

Infine, una considerazione su Musso. «Sta facendo bene: per questo, se fossi nei tifosi dell’Udinese, farei le corna. Perché? Mi sembra che da Udine sia passata una sequela di portieri straordinari, che non appena sono stati messi sugli altari si sono fatti male, nel senso che hanno visto peggiorare il loro rendimento. Lasciamolo lavorare senza cantare vittoria: manteniamo reazioni composte e facciamo i conti alla fine. Come si dovrebbe sempre fare».

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