Gotti, il vice allenatore che ha reso l’Udinese una squadra

Gotti, il vice allenatore che ha reso l’Udinese una squadra

Il tecnico di Adria ha regalato serenità ed equilibrio all’ambiente bianconero

di Redazione

Non se ne andrà, ma mancherà. A tutti: società, giocatori, tifosi. E’ il paradosso che ruota attorno a Luca Gotti, che ha deciso – nonostante le insistenze plurime per fargli prendere una direzione diversa – di non rimanere capo allenatore dell’Udinese.

Di direzione ha parlato lo stesso vice allenatore bianconero al termine della partita con la Spal. “Guidare questa squadra sarebbe un piacere – ha detto nella sala stampa del Friuli -, ma non sarebbe la direzione giusta”. Peccato, perché il tecnico gentiluomo di Adria aveva conquistato tutti. Ma proprio tutti.

Per capire perché bisogna andare oltre i sette punti conquistati nelle tre partite in cui ha guidato la squadra dalla panchina, anche se da soli – in particolare in un momento così – sarebbero sufficienti. Comprendere come Gotti sia riuscito ad avere tutto l’ambiente dalla sua parte presuppone la presa in esame di due concetti: serenità ed equilibrio.

La serenità che è stato capace di infondere in gruppo di giocatori sfiduciato, mugugnante, non esente, a quanto pare, da crepe interne. L’ex di Sarri al Chelsea ha ricompattato l’Udinese, l’ha fatta diventare una squadra. Un insieme di giocatori che lottano per lo stesso obiettivo: vi sembra poco?

Equilibrio: in campo, nelle scelte, ai microfoni dei giornalisti. Rispetto a questo fattore, si prenda in esame l’aspetto più evidente: preferire alcuni giocatori ad altri utilizzati praticamente sempre (spesso a torto) prima del suo interregno. Da tutti Gotti ha avuto la stessa cosa: il medesimo impegno. Vi sembra poco?

No, non è poco quello che il vice allenatore ha dato all’Udinese: probabilmente ha tracciato un solco, un confine. Lo ha fatto a modo suo: con semplicità, onestà e umiltà. Detto francamente, non qualità che si trovano ogni giorno in un universo complicato come il mondo del calcio.

Eppure – probabilmente già da oggi – Gotti tornerà a essere il vice allenatore: è quello che vuole lui, la dimensione che ritiene più congeniale per sé. La direzione giusta. Si rispetti la sua scelta e gli si dica grazie, anche se, inevitabilmente, il pensiero sarà comune: sì, Gotti mancherà anche se continuerà a esserci.

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