Gotti: “Ripartire per poi rischiare di fermarsi subito è deleterio, ci vuole una visione più ampia”

Luca Gotti è intervenuto nel corso di Udinese Tonight: “Il mio futuro? Se l’Udinese vorrà ci siederemo attorno ad un tavolo e ne parleremo, ma non credo sia ora il tempo di fare queste riflessioni, abbiamo un compito da portare a termine”

di Redazione

Mister, cosa prova nel ritornare sul campo?

Sarà un piacere ritrovare i ragazzi, anche se quello che si potrà fare non è ancora dato da sapere. Non è scontato poi che dagli allenamenti si passi a disputare le partite.

Ha sentito i ragazzi durante la quarantena?

C’è stata una costante e assidua presenza dello staff. Io sono rimasto defilato, non volevo rompere le scatole più di tanto. Sono stato vicino alla squadra più dal punto di vista emotivo, per chi ha avuto momenti di scoramento o per chi era lontano dalla famiglia.

Dal lato fisico non ci sono precedenti di due mesi di divano e tre mesi dall’ultima partita. In Serie A bisogna essere al 100%, anche l’80 o il 90 non basta.

Sul suo futuro?

Se l’Udinese lo vorrà ci siederemo attorno a un tavolo e ne parleremo, ma non credo sia ora il tempo di fare queste riflessioni, abbiamo ancora un compito da portare a termine.

Come sarà ritrovarsi con la squadra?

Ci sarà grande gioia indubbiamente, poi dipende dalla sensibilità di ognuno e dalla situazione personale. Al di là del piacere di ritrovarsi, bisogna riflettere su cosa e come cambierà il calcio fra quattro mesi. Occorre una visione ampia e soluzioni che vadano oltre la contingenza. Ripartire va bene, ma corriamo il rischio di fermarci subito. Ci sono tre elementi di difficoltà: il primo riguarda la quarantena della squadra in caso di positività di un giocatore, il secondo elemento è la responsabilità civile e penale del medico sportivo e del responsabile della società, in un contesto di incertezza, terza cosa la difficoltà di gestire le trasferte. 

Ha fatto delle riflessioni su come ripartire?

Ho avuto modo di riguardare alcune delle ultime partite giocate. Vincere a Bologna avrebbe cambiato tanto sia nella percezione del percorso intrapreso sia nella classifica, diventata improvvisamente molto più ristretta. Il fatto che la sosta forzata sia giunta in quel momento mi è dispiaciuto. Quando si viene da una serie di pareggi o sconfitte le paure tornano ad assalirti e ti allontani dal tuo vero valore e non ci ritroviamo, nel caso di ripartenza, in questa condizione. Ovviamente cercheremo di far trovare pronta la squadra per ogni eventualità, di tirare fuori il meglio da ognuno per metterlo a servizio del collettivo. E’ la mancanza del pubblico il vero fattore difficile da concepire, perché è quello il vero ingrediente del calcio.

Come lavorerà sull’aspetto psicologico?

Non so fra 4 mesi che ci differenza ci sarà rispetto ad oggi, forse si giocherà ancora a porte chiuse. Questo è un aspetto delicatissimo. Credo che l’aspetto psicologico vada pensato bene più in generale nell’affrontare una situazione di anormalità, ci sarà bisogno di un sostegno di supporto.

Come si prepara a ripartire?

Io sono già ripartito. Domani sarò a Udine e sono già al lavoro.

 

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