Il dovere di guardare in faccia la realtà

La classifica non è drammatica, ma l’Udinese è attesa da un filotto di partite complicate

di Redazione

Inutile pensare a quello che poteva essere e invece non è stato; inutile ragionare con i se e con i ma che, come noto, disperdono l’essenza delle cose. L’Udinese ha l’obbligo di guardare in faccia la realtà: in questo caso è sinonimo prima di tutto di calendario.

I bianconeri dovranno giocare cinque partite da qui a fine anno: quelle di campionato mettono i brividi, visto che porranno di fronte Lazio, Napoli, Juventus e Cagliari. In mezzo c’è la Coppa Italia, dove l’avversario sarà il Bologna.

La classifica dice questo: undicesimo posto (in coabitazione con Torino e Milan) con 14 punti, quattro di vantaggio sul terzultimo posto. Domanda: quale sarà la situazione a fine 2019? In attesa di appurarlo attraverso i fatti, il partito dei pessimisti appare più numeroso di quelli che guardano agli impegni immediati con ottimismo.

A Marassi si sono ripresentati limiti consolidati, che Gotti pareva essere riuscito a smussare. Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: il tecnico di Adria non ha particolari responsabilità, e il giudizio esula dalla singolare situazione che lo riguarda.

Il dato di fatto è che contro la Sampdoria l’Udinese ha perso a causa degli episodi: i singoli fatti di una partita, però, hanno come attori i giocatori. A voi le conclusioni.

Ora, l’incertezza che ruota attorno alla panchina è rimasta tale anche dopo la sfida di domenica e non si hanno sentori di particolari schiarite nell’immediato, anche se il club friulano da tempo è propenso a stupire.

C’è, però, la realtà che non smette di bussare alla porta e impone di farsi guardare dritta in faccia. Non è drammatica, ma nemmeno idilliaca. Occorre, adesso più che mai, fare di necessità virtù.

Che significa? Prima di tutto cercare di analizzare lo scenario attuale con equilibrio: in un momento simile potrebbe essere fondamentale lavorare, al massimo, per esaltare le proprie doti. Potrebbe essere che così facendo i difetti diminuirebbero di intensità.

Basterebbe? Complicato dirlo. Quello che si può affermare è che le prossime cinque gare hanno le sembianze di montagne russe prolungate: serviranno cuore, testa, attributi. Se possibile condite con una cosa che spesso sembra mancare all’Udinese: si chiama passione, accende i cuori ed eleva lo spirito. Ti fa combattere, per una maglia e la terra che rappresenta. E, detto francamente, se lo meriterebbe.

Massimo Pighin

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