La lezione di Nuytinck

La lezione di Nuytinck

Scomparso dai radar con Tudor, decisivo contro il Genoa: la parabola del difensore paradigma per l’Udinese

di Redazione

Da brutto anatroccolo a salvatore della patria. All’apparenza la metafora può apparire eccessiva, in realtà è piuttosto calzante. Bram Nuytinck era scomparso dai radar o, per meglio dire, era stato fatto sparire. Come ha rivelato lo stesso difensore olandese dopo la vittoria sul Genoa, infatti, la sua prolungata assenza dal campo – perlomeno questa è la sua versione – era da attribuire a un unico fattore: la rottura del rapporto con Tudor. Rigettato nella mischia da Gotti, il centrale ha risposto con una prestazione positiva, impreziosita da un salvataggio decisivo nel finale.

Non è esercizio inutile concentrarsi sul modo in cui ha vissuto gli ultimi mesi il difensore. Essere relegato ai margini, evidentemente, non piace a nessuno, al di là delle motivazioni per le quali ciò avvenga; farsi trovare pronti quando si viene nuovamente chiamati in causa non è da tutti. Per niente. Quindi, non va sottolineato come Nuytinck abbia risposto alla chiamata di Gotti: perché? Può essere indicativo di quello che ciascun giocatore bianconero, e quindi l’Udinese, hanno la possibilità di dare alla causa.

Il centrale olandese negli ultimi mesi si è allenato, senza avere una chance: appena gli è stata consegnata, ha ripagato la fiducia riposta in lui. E’ paradigmatico, è la dimostrazione di un concetto che, a dire il vero, non avrebbe bisogno neanche di venir espresso: ciascuno faccia il suo, e lo faccia possibilmente bene: i risultati arriveranno. Ora, non appare infondato dire che la mentalità di Nuytinck dovrebbe essere quella più diffusa in ogni ambiente di lavoro, non solamente in uno a sé stante come il calcio. Dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia, sempre e comunque.

La mentalità, la voglia, dell’olandese, come detto, si è tradotta in qualcosa di concreto: una partita positiva, un intervento decisivo. Non male, per uno che non vedeva il campo da mesi. L’Udinese a a Marassi ha dato segnali di vita: il merito è anche del centrale. Per ripartire serve che tutti adottino il “metodo Nuytinck”, senza dimenticare un elemento: c’è chi può dare di più sotto un punto di vista, chi da un altro. Si remi tutti dalla stessa parte, si faccia squadra, si erga a protagonista il gruppo: è il percorso più difficile? Può essere anche quello capace di regalare le maggiori soddisfazioni.

 

 

 

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