L’esigenza ineluttabile di non sbagliare ancora una volta l’allenatore

L’esigenza ineluttabile di non sbagliare ancora una volta l’allenatore

L’Udinese vive l’ennesima stagione mediocre: affinché la prossima non sia simile, la società dovrà azzeccare la scelta del tecnico

di Redazione

Siamo a inizio febbraio, la salvezza non è ancora una certezza, però, a nostro avviso, può essere utile cercare di spostare lo sguardo più in là, orientandolo alla prossima stagione. Limitare gli errori nella costruzione di una squadra è esercizio complicato: alle volte riesce bene, altre meno.

Che errore non può permettersi l’Udinese in vista del campionato 2020/21? Secondo noi uno prevale su tutti: sarebbe deleterio sbagliare ancora una volta l’allenatore. Ora, allo stato attuale appare complicato (per usare un eufemismo) che Gotti rimanga sulla panchina bianconera anche dopo giugno.

Ci permettiamo, dunque, di tracciare un “identikit”, evitando di fare nomi perché, si sa, da qui alla prossima estate sul fronte dei tecnici (e non solo) potrebbe accadere tutto e il suo contrario. Certo è che ci sono delle linee guida che potrebbero tornare utili nell’individuare il nuovo allenatore, evitando ai tifosi friulani un’ulteriore stagione mediocre.

Si dovrebbe individuare una guida tecnica cui affidare un progetto di due-tre anni: navigare a vista, anche nel calcio, non aiuta. Non potrebbe che essere un tecnico su cui proprietà e dirigenza hanno piena fiducia, al quale sarebbero pronti a dare una cosa che nel calcio quasi sempre latita: il tempo.

Il tempo anche di sbagliare: gli errori, quando si è sicuri di una scelta, possono essere visti con meno apprensione. E’ qui che, a nostro giudizio, si gioca tutto: sicurezza, fiducia, stima. Consapevolezza che quel tecnico è quello giusto.

Evidentemente, entrano in gioco altre componenti. Sicuramente c’è quella tattica, prima ancora dovrebbe esserci quella umana, intesa come capacità di farsi seguire dal gruppo, nel bene come nel male, dal prescelto.

Molte volte lo si vuole complicare, ma il realtà il calcio è relativamente semplice: la qualità e il fisico sono fondamentali, la tattica è importante. I valori umani, l’empatia, però, spesso fanno la differenza. La società avrà già avviato le riflessioni, probabilmente ci sarà stato qualche contatto. Il tempo per non sbagliare una volta di più c’è: non rimane che attendere.

Massimo Pighin

 

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