Rientro “soft” per Zapata, Delneri: “Domenica ci sarà”

Il colombiano ha smaltito le fatiche della trasferta intercontinentale e si candida per un posto nell’undici. Il tecnico perà avverte: “Questa sosta però non ci ha consentito di recuperare gli infortunati”

di Castellini Barbara, @barchettazzurra

Uno scontro diretto per il decimo posto. Possiamo anche interpretare con questa chiave di lettura la sfida tra Torino e Udinese, in programma domenica alle 12.30 allo stadio Olimpico. I granata, protagonisti di un campionato importante, distano solo quattro lunghezze dai friulani. Un incrocio che può diventare davvero interessante per il raggiungimento dell’ultimo posticino nella colonna di sinistra. Ma l’avversario che si presenterà dinanzi ai friulani richiederà la massima attenzione.

Delneri, come ha ritrovato la squadra dopo la sosta?

Ha restituito poco, perhè chi stava male sta male ancora. Felipe, Thereau, Karnezis sono ancora fuori gioco, speriamo di recuperarli per la prossima settimana. La squadara è motivata.

Un giudizio su De Paul, ospite questa sera a Friday Night Live?

E’ giovane e ha ancora ampi margini di miglioramento. Ciò che conta è che abbia sempre voglia di appliacarsi, pensando al gruppo e non al singolo. Ha trovato anche il gol.

Zapata com’è rientrato dal doppio impegno in nazionale?

L’ho trovato bene. E’ giovane, può smaltire viaggi anche più impegnativi di quello che ha affrontato e nella seconda partita è rimasto a riposo, quindi, salvo imprevisti lastminute, domenica sarà della partita.

Il Torino ha siglato 33 gol in casa e ha perso solo una sfida: con la Juventus…

E’ una squadra con grandi obiettivi, diversi dai nostri. Ha giocatori di grande spessore, molti nazionali. E’ una partita “impari” da un certo punto di vista. Faremo di tutto per affrontare una squadra di grande livello. Sarà una partita impegnativa sul piano fisico, soprattutto.

Jankto ha ancora addosso l’entusiasmo per l’esordio con gol in nazionale?

Se non ce l’avesse rimarrebbe fuori. Il raggiungimento di obiettivi personali, come esordire nelle proprie nazionali, è motivo di grande soddisfazione e di crescita. Non credo che i nostri ragazzi si accontentino. Hanno una linea in netta crescita. Queste sono occasioni che consentono loro di aumentare il loro modo di vedere il calcio, di aumentare l’autostima, andare avanti in una carriera che sta prendendo forma.

Tornando al Torino, si aspettava l’exploit di Belotti? E come si ferma?

Abbiamo una difesa che concede poco in questo momento agli avversari. E’ una squadra, la nostra, che se sta attenta come reparto può, non dico fermare, ma far faticare gli avversari. Il nostro obiettivo è questo, complicare la vita agli avversari.  Per Belotti parlano i numeri: 22 gol, Nazioanle. E’ un elemento di valore importante, quando hai un giocatore da 22 gol puoi raggiungere grandi traguardi.

In queste ultime gare penserà anche al futuro dal punto di vista tattico e dei singoli?

Il modulo parte da una difesa a 4. Bisogna dare alla squadra un’impronta giusta. I cambiamenti repentini portano a grandi difficoltà. Ritengo che la mia squadra sia protetta da difesa e centrocampo, davanti si possono sfruttare più soluzioni.

Perica è tra i candidati a sostituire Thereau: lo vede in crescita?

L’ho visto bene con il Palermo. Alle volte gioca da solo e non può farlo. Con la Juventus ha giocato da “difensore”. Deve imparare a farsi trovare pronto in area. Ci sono alcuni aspetti da migliorare, deve andare nello spazio più facilmente, ma con il Palermo è stato artefice all’interno dell’area di rigore nelle due occasioni create da De Paul. Ripeto, essendo un attaccante, è importante è che vada dentro l’area.

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