L’Udinese deve risolvere il problema degli esterni

Sulle fasce ci sono limiti di qualità e quantità: a gennaio la società dovrebbe intervenire sul mercato

di Redazione

Non è la prima volta che lo scriviamo: una delle lacune principali dell’Udinese riguarda le corsie laterali. Criticità sia numeriche che qualitative: non uno scenario edificante per una squadra che adotta il 3-5-2, modulo in cui gli esterni dovrebbero essere nevralgici.

Un dato di fatto che si acuisce quando qualcuno dei laterali è squalificato, infortunato o ha qualche problema fisico tale da metterne in dubbio la disponibilità. In vista della delicatissima sfida di Marassi contro la Sampdoria è Sema, tornato malconcio dagli impegni con la Svezia, a creare qualche pensiero a Gotti.

Il laterale mancino, infatti, è in dubbio: non dovesse farcela, il tecnico di Adria per sostituirlo punterebbe su uno tra Larsen e Samir. In entrambi i casi un ripiego, a testimoniare ulteriormente le criticità della rosa bianconera sugli esterni.

Per la corsia di destra Gotti può contare su Larsen, Ter Avest e all’occorrenza Opoku; a sinistra di ruolo c’è soltanto Sema, visto che sì Samir può venir impiegato come esterno, ma è un marcato adattamento, non certo la soluzione ideale.

Come appunto già scritto, ci appare evidente che a gennaio – compatibilmente alle opportunità che metterà a disposizione il mercato di riparazione – i Pozzo e Marino dovrebbero concentrarsi in particolare sugli esterni.

La qualità della rosa bianconera non è trascendentale, ma è altrettanto vero che i giocatori in organico non sono poi così scarsi, anzi. Uno sforzo per rimpolpare le corsie laterali appare necessario perché potrebbe avere un ruolo preminente nell’economia della stagione. Non resta che aspettare per vedere se e come il club si muoverà in questa direzione.

Massimo Pighin

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