L’Udinese soffre e rischia, ma torna da Verona con un punto

L’Udinese soffre e rischia, ma torna da Verona con un punto

Finisce 0-0 la sfida del Bentegodi: prestazione deludente della squadra di Tudor

di Redazione

Si parta dall’aspetto più positivo, probabilmente l’unico: il punto conquistato. Un premio che appare eccessivo per l’Udinese vista al Bentegodi contro il Verona: se i bianconeri tornano in Friuli con un pareggio, il merito è soprattutto di Musso, protagonista di un intervento miracoloso che ha salvato lo 0-0. Per il resto i dubbi emersi dopo la sconfitta col Brescia si sono acuiti: squadra lenta e macchinosa, movimenti senza palla inesistenti, consistenza offensiva vicina allo zero.

La spiegazione, rispetto a quest’ultimo punto, appare evidente. Lasagna è chiamato a reggere da solo il peso dell’attacco: non lo può fare, non ne ha la caratteristiche. Dovrebbe avere a fianco un compagno, leggasi Okaka, capace di creare gli spazi nei quali il mancino, in questo caso sì, potrebbe essere letale. Invece, dopo essersi perso a lungo tra le maglie dei centrali di Juric, Kevin si divora due gol, uno nel finale del primo tempo l’altro a inizio ripresa. Poi esce, probabilmente per un problema fisico: entra Okaka, ma, se possibile, la musica peggiora perché da lì in avanti i gialloblu costruiscono le migliori palle-gol.

C’è poco da stare allegri, insomma, perché la prestazione della squadra di Tudor è stata desolante per quanto concerne i contenuti tecnici. Qualcosa da salvare c’è? Sì, la porta inviolata – come detto merito, però, di Musso – e la capacità di rimanere dentro la partita anche nei momenti più complessi, quelli in cui gli scaligeri spingevano al massimo. Si deve ripartire da qui, dal carattere che questa squadra sembra avere. Per il resto, il tecnico bianconero dovrà rivedere molte situazioni, tanti aspetti di gioco che, anche stasera, hanno lasciato perplessi.

Il primo tempo è stato il festival della noia. Eccezion fatta per la chance capitata a Lasagna, che al 43′ ha incredibilmente mandato sopra la traversa una palla calciata al volo di sinistro nell’area piccola, Udinese e Verona si sono annullati, macchiandosi di tanti, troppi errori. Mentre gli uomini di Juric badavano essenzialmente a non concedere spazi, i bianconeri cercavano di costruire trame efficaci, senza risultato. Mandragora, chiamato a dare qualità e fantasia, non è mai riuscito ad accendere la luce, situazione che si è riproposta nella ripresa.

Un secondo tempo in cui, però, il Verona ha cambiato faccia, complice anche l’ingresso di Verre e la crescita di Amrabat. Dopo la palla-gol vanificata da Lasagna, al 75′ Stepinski calcia fuori a due passi dalla porta: scampato pericolo. Al 77′ Musso sale in cattadra: il numero 1 con un colpo di puro istinto riesce a deviare l’incornata ravvicinata di Stepinski, mandando la palla sul palo. L’Udinese è in apnea, il Verona spinge, spinta dal pubblico. I bianconeri hanno un merito: reggere l’urto, rimanere in piedi. Col passare dei minuti i gialloblu finiscono la benzina: la squadra di Tudor riprende a respirare, resiste agli ultimi velleitari tentativi e conquista un punto. Prezioso, ma frutto di una prestazione che, inevitabilmente, fa riflettere.

VERONA (3-4-2-1) Silvestri; Rrahmani, Dawidowicz, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic (83′ Vitale); Pessina, Zaccagni (61′ Verre); Di Carmine (29′ Stepinski). A disposizione Radunovic, Berardi, Danzi, Adjapong, Salcedo, Henderson, Tupta, Tutino, Pazzini. All. Juric.

UDINESE (3-5-1-1) Musso; Becao, Troost-Ekong, Samir; Stryger Larsen, Mandragora, Jajalo, Fofana (70′ Wallace), Sema (78′ Opoku ); Barak; Lasagna (65′ Okaka). A disposizione Perisan, Nicolas, Sierralta, Nuytinck, Pussetto, Kubala, De Maio, Nestorovski, Teodorczyk. All. Tudor 6.

ARBITRO Chiffi 5,5

NOTE Ammoniti Stryger Larsen, Jajalo, Wallace e Becao.

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