Marino: “Felice di essere tornato a casa”

Marino: “Felice di essere tornato a casa”

La presentazione ufficiale di Marino avverrà mercoledì alle 12 nell’auditorium dello stadio Friuli. “Felice di essere tornato a casa”, le prime parole del nuovo direttore bianconero

di Redazione

La presentazione ufficiale di Pierpapolo Marino avverrà mercoledì alle 12 nell’auditorium dello stadio Friuli. «Felice di essere tornato a casa – le sue prime  parole a Udinews -, il meglio deve ancora venire». In effetti i tifosi si attendono tanto da lui.

Ricordiamo in breve cosa ha fatto dalla sua scheda su Wikipedia.
GLI ESORDI  La sua carriera inizia all’Avellino, quando il giovane manager (con trascorsi come centrocampista, raccattapalle, arbitro e giornalista) mette in mostra le proprie capacità inducendo Italo Allodia chiamarlo per far parte dello staff del Napoli. Il Napoli trovato da Marino al suo arrivo vive un momento storico particolare: l’arrivo di Maradona può rappresentare il salto di qualità della squadra che prima di allora aveva vinto poco o nulla; tuttavia c’era bisogno di costruire una squadra di livello intorno al giocatore più forte del mondo, e il tutto con disponibilità economiche tali da non far pensare all’acquisto di molti grandi campioni affermati.

Schermata 2019-06-13 alle 09.10.09L’UDINESE La svolta nella carriera di Marino si verifica quando, all’Udinese, lancia un nuovo modello di gestione calcistica, in grado di portare anche una “provinciale” come la squadra friulana, ai vertici del calcio italiano.
Un’attenta politica di scoperta e valorizzazione di giovani talenti calcistici da utilizzare per conseguire risultati sportivi e poi cedere a squadre più potenti dal punto di vista finanziario, in modo da tenere i conti del club sempre “in regola”. L’Udinese grazie al lavoro di Marino ha ottenuto varie qualificazioni alle Coppe europee lanciando molti giovani interessanti nel mondo del calcio, restando comunque una delle poche società calcistiche italiane a chiudere, spesso, il bilancio in attivo.

 

Ricordiamo che tra le scoperte di Marino ci sono giocatori come Giannichedda, Di Natale, Di Michele, Iaquinta, Fiore, operazioni che hanno consentito una crescita sportiva ed economica del club. Oggi a Udine (il ritorno dopo la parentesi Atalanta, dove ha contribuito a consolidare quello che oggi è considerato il nuovo modello da seguire) ritroverà Giampiero Pinzi, portato in Friuli giovanissimo e che ora potrà fare probabilmente il team manager, colui che terrà i rapporti tra Marino e la squadra con poteri di interventi su quei giocatori che non hanno mai capito cosa significhi vestire questa maglia e lasciati soli da un club per troppo tempo assente o che aveva delegato a persone senza questo carisma di svolgere la mansione.

LE PRIME OPERAZIONI Marino fin da subito si metterà all’opera. Ci sono da vendere De Paul, Fofana, forse anche Larsen, mentre proverà nella difficilissima impresa di trattenere D’Alessandro visti i buoni rapporti con l’Atalanta, anche se questa operazione appare in salita. Poi ci saranno da rimpiazzare Okaka e Zzagelar, i due portieri di riserva, puntellare il centrocampo e la difesa con nomi che possano essere una garanzia e non una scommessacome quelli che finora sono circolati o hano firmato (vedi Jajalo, buon rincalzo, ma nulla più). All’Udinese serve una salto di qualità tecnico importante per questo Marino chiederà e otterrà carta bianca.
In attacco si valuterà bene la rosa, ma la politica dei prestiti da rivalutare con il nuovo direttore pare non avere molti sbocchi: chi non ha reso o non ha margini di miglioramento visibili non rientrerà nei piani e verrà sostituito il prima possibili. L’intenzione è regalare a Tudor la squadra già per la seconda parte di ritiro in Austria, con le operazioni di agosto che serviranno a mettere i puntini sulle ‘i’ laddove ci fossero carenze.

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