Rizzoli: “Con Totti a Udine ho sbagliato”. Guida non ha fallito….

di Monica Valendino, @Moval1973

Rizzoli alla fine lo ammesso: “Non espellere Totti a Udine sette è stato lo sbaglio più istruttivo della mia carriera. L’ho analizzato per tanto tempo, si è servito, oggi siamo amici”. Un’autocritica dall’arbitro oggi più stimato d’Italia fa bene, chissà che non venga premiato con la designazione martedì propri per Udine.
Quella volta però il fatto lasciò più di qualche strascico. Totti se la cavò con una multa da mille euro per i 3 “vaffa” consecutivi indirizzati all’arbitro . Di ben altro avviso era stato l’allora Dna bianconero, Leonardi, che definì l’episodio”Una vergogna” Perché se il capitano giallorosso fosse stato espulso, – , forse la sua squadra non avrebbe perso. “E’ una vergogna – ha detto – perché esistono società di serie A e di B. L’Udinese è stata maltrattata perché l’errore di Totti, se sanzionato, ci avrebbe agevolato, anche se poi la Roma avrebbe potuto vincere ugualmente. Ci vuole uniformità di giudizio”.

Paradossale allora la solidarietà della Juve…L’allora presidente Giovanni Cobolli Gigli, affermò che “l’Italia è fatta così: ci sono diversi pesi e misure. Non ci sono regole precise. Guardando l’episodio di Totti mi è venuto in mente quanto accaduto in tv dove per una frase blasfema in diretta un concorrente è stato espulso”.

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Ma l’Udinese ricorderà bene anche l’infortunio di Isla che privò Guidolin del cileno in piena corsa per grandi sogni nel 2012. quella volta nessuna sanzione

Se l’Udinese non indossasse il bianconero originale targato 1896, ma quello arrivato dopo grazie a una potente famiglia del nord ovest italiano (appena citata), oggi si ritroverebbe a festeggiare il secondo posto in solitaria: perché contro quella squadra strisciata, ma non DOC, come abbiamo visto bene anche contro la Roma, i rigori dubbi vengono concessi a favore. E non è un caso.

L’Udinese, sudditanza o meno, se la deve vedere con l’incapacità il più delle volte dei direttori di gara? Che fare? Accettare che tutto questo fa parte del gioco sembra la cosa più sensata visto che rodersi il fegato non serve a far ammettere l’errore, per di più la famigerata moviola, nonostante Blatter ora sembri volerla appoggiare (che non si fa per una poltrona presidenziale?), rimane lontana anni luce per la dinamica del gioco e per l’ostruzionismo di molti.

Così non rimane che aprire l’album dei ricordi e citare alcuni episodi.
Paròn Pozzo, uno che non le manda a dire, nel 2-2 contro il Chievo nel 2012 così si espresse: “Quando mi incontra il designatore Braschi mi dice ‘stai calmo’, ma come faccio?  –  è lo sfogo di Pozzo – In giro ci sono 3-4 arbitri pericolosi. L’introduzione della tecnologia? Io ne sono stato un promotore, siamo ancora qui a discutere ma il problema di fondo rimane: gli arbitri possono sbagliare, ma quanto successo oggi è incredibile con 4-5 errori letali. Non intendo inoltrare proteste formali, sono qui solo per richiamare l’attenzione sull’accaduto, perché certi arbitri non vengano lasciati in circolazione. Non sono in condizione di arbitrare, neanche dilettanti di quarta categoria possono fare errori di questo tipo”. Perfino Guidolin, sempre pacato, disse “ma come si fa non vedere quel fuorigioco?”

Dopo il ko con la Juve (!) nel 2005 Pozzo è stato ancora più esplicito: ”E’ stata una partita senza significato – ha detto – l’arbitro deve essere fuori forma perchè ha fatto errori incredibili e decisivi. Mi dispiace per il calcio, si è visto l’atteggiamento dell’arbitro. Il gol che ha fatto la Juve era due metri in fuorigioco, il nostro era in fuorigioco di venti centimetri e ha fatto bene ad annullarlo. La Juve non ha bisogno di questi favori gratuiti. E’ la solita sudditanza psicologica, io gli arbitri li rispetto, ma credo che l’ambiente non sia sereno”.

Sempre contro la Juve (guarda guarda), Pozzo nel 2013 se l’è leggermente presa con Valeri: “Non è la prima volta che con l’arbitro Valeri incorriamo in episodi incresciosi. Lo scorso anno ha espulso Inler ora il portiere per un fallo inesistente, rovinando dopo 15′ la partita. Gli manca il buon senso. E io mi chiedo perchè? Non si può rovinare la partita così. Che l’Udinese perda con la Juve ci può stare, ma non così. Questa vittoria non fa onore alla Juve, l’espulsione non esiste e l’arbitro ha rovinato e indirizzato la partita”

Nel 2011 l’avversario è la Roma (chi la fa l’aspetti…), ma Pozzo è sempre lo stesso contro Damato: Quando si arriva a questo punto del campionato, con la classifica calda, che si fa importante, è sempre condizionato da qualcosa per le piccole squadre. C’era un rigore per noi non dato, su quello di Pizarro siamo stati ingenui. Guardate le immagini, gli episodi e poi traete voi le vostre conclusioni”.

Sulla Moviola nel 2010 Pozzo è stato chiarissimo: “Non è una moviola sulla quale scatenare discussioni da bar. È un sistema che cattura le immagini, le elabora con un computer speciale ed invia un segnale all’arbitro. Due situazioni, gol-non gol e fuorigioco, le segnala in automatico. Inoltre registra tutto ed il quarto uomo ha a disposizione un monitor che gli ripropone l’azione dubbia con qualche secondo di ritardo ed una qualità molto nitida. Le telecamere sono capaci di 150 fotogrammi al secondo ed ogni centimetro quadrato del campo e sotto il loro occhio». Questo senza intaccare l’autorità all’arbitro: «L’ultima parola spetta sempre a lui». Ma perché dopo la luce verde, di tecnologia applicata al pallone non s’è più parlato? «Per me è un mistero – ha risposto Pozzo – Blatter aveva autorizzato la sperimentazione. Ed Abete, allora vice presidente della Figc, ne aveva promosso lo sviluppo con entusiasmo. Poi non se ne è fatto più nulla. Ci saranno state indicazioni da parte di Blatter».

Più calmo, ma non meno deciso contro Palanca, che sempre con la Juve ha espulso Pinzi in maniera a dir poco frettolosa nel 2009: “Siamo stati condannati dalla prodezza di un campione quale è Trezeguet – ha affermato Pozzo – ma certo, l’espulsione di Pinzi, anche se non è possibile ritenerla decisiva ai fini del risultato finale, mi è sembrata il frutto di un errore arbitrale”. Il patron dell’Udinese parla quasi di ineluttabilità di certe valutazioni sbagliate. “Ci sono molti arbitri giovani – afferma – ed è più facile che questi possano soffrire di certi condizionamenti. Quello di ieri (Palanca ndr) sentiva il peso, la responsabilità di dover arbitrare una grande squadra come la Juve e nelle decisioni non è stato sempre lucido ed equilibrato, ha sofferto di una certa sudditanza psicologica nei confronti della Juventus. Pazienza, con questi arbitri giovani bisogna mettere in conto che si possano verificare certe situazioni”.

Potremmo andare indietro nel tempo e citare Zico che chiese a Maradona di essere onesto e ammettere all’arbitro di aver segnato di mano: “Se sei un uomo onesto, allora confessa all’arbitro di aver segnato in modo irregolare”. In quell’occasione, il ‘furbetto’ Maradona gli ha replicato: “Piacere, sono Diego Armando Disonesto”. Il Pibe de oro si è giustificato dicendo che “nel mondo del calcio nessuno ti regala niente e se puoi avere un vantaggio, cerca di ottenerlo”.

Quest’anno l”Udinese, senza fare le vittime, ma solo cronaca ha subito un macroscopico errore col Cesena. La squadra allora di Bisoli ha stoppato la corsa dell’Udinese al Friuli pareggiando per 1-1. Il pari degli ospiti è però molto contestato dai padroni di casa ed arriva su calcio di rigore molto dubbio al minuto 92. Sul risultato di 1-0 si verifica un lieve contatto tra il friulano Widmer e Rodriguez del Cesena. Lo spagnolo cade in area e l’arbitro Mariani assegna il rigore. L’attaccante del Cesena accentua notevolmente il contatto e il direttore di gara cade nell’inghippo. Rigore che verrà messo a segno da Cascione.

Infine la Roma, storia aggiornata a ieri. Pozzo è chiaro, limpido: «E’ la solita storia, la Roma non avrebbe bisogno di nessun aiutino, purtroppo c’è questo condizionamento. Il problema è che l’allenatore della Roma da un mesetto a questa parte ha iniziato a martellare tutti gli arbitri, e penso che adesso ne stia raccogliendo i frutti. C’è un condizionamento psicologico, è evidente. Garcia è arrivato in punta di piedi, ha mostrato il suo valore ma adesso inizia a fare il furbo. Quel che dico io è: gli arbitri sono bravi, ma perché devono mettersi loro stessi in questi problemi? Non sei sicuro che sia gol perché l’addizionale dice che non lo è? E allora non lo fischiare. La tecnologia? Col CNR e l’aiuto della federazione abbiamo speso soldi per sviluppare un sistema che è stato messo in competizione a livello internazionale. Spero arrivi presto anche qui».
Col Milan la storia è già stata evidenziata con Pozzo che ha tuonato su Valeri. L’episodio finito in prima pagina (il cosiddetto gol fantasma di Rami) è stata alla fine l’unica decisione azzeccata da arbitro e assistenti. Non era gol (nonostante Galliani no  fosse stato d’accordo…) e la tecnologia utilizzata dalle televisioni lo ha confermato. Il resto, invece, sono stati una serie di errori gravi e condizionanti a partire dal mancato rigore concesso ai friulani per lo sgambetto netto di Armero a Badu quando la partita era ancora sullo 0-0. Da non assegnare il penalty del vantaggio di Menez, perché Honda si aiuta col braccio a controllare il pallone e poi si lascia anche un po’ cadere; una beffa il cartellino rosso per Domizzi. C’era l’espulsione di Essien per doppia ammonizione.

Insomma c’è da che riflettere più che lamentarsi. Perché, come per l’episodio di Totti e Rizzoli, lo sport è una cosa il FairPlay un’altra e la tecnologia non avrebbe senso se ci fosse etica.

©Mondoudinese

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