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Stramaccioni, trattative prolungamento cominciate da tempo. Anche il Ds rimarrà

Come sempre riportato su queste pagine il rapporto tra il club bianconero e Andrea Stramaccioni è sempre stato solido. Tanto che anche quando gufi animati anche da alcuni media si scatenavano in ipotesi fantasiose di esoneri, quindi in tempi non...

Monica Valendino

Come sempre riportato su queste pagine il rapporto tra il club bianconero e Andrea Stramaccioni è sempre stato solido. Tanto che anche quando gufi animati anche da alcuni media si scatenavano in ipotesi fantasiose di esoneri, quindi in tempi non sospetti, il tecnico romano riceveva la fiducia non solo a parole, ma anche con i fatti. Il prolungamento del contratto è stato proposto da Gino Pozzo già qualche mese fa, a riprova che il progetto nato quest'anno è solido è ha la piena approvazione della proprietà. Altre voci sono sempre state inesistenti. 

Nero su bianco non è stato ancora messo, non perché Strama non voglia continuare, ma semplicemente perché non c'è fretta né da una parte né dall'altra: quando si ha fiducia reciproca basta la parola come si suol dire. L'intenzione è chiara: Ad oggi il contratto parla di scadenza nel 2016,all'inizio la proposta è stata di un anno di prolungamento. Un triennale che non  è detto non possa continuare. Perché Strama ha sposato in pieno il progetto: lavorare sui giovani, lanciarli, rivalutare anche il lavoro (ottimo) di Luca Mattiussi, ambizione. Quest'ultima parola si coniuga anche con quelle del Paròn che col nuovo stadio ha già parlato chiaramente, promettendo che l'intenzione non sarà più quella di vendere, ma di cercare di trattenere i più forti.

Stankovic: quando si parla di Strama, ovviamente non ci si dimentica di Deki, l'uomo di fiducia e con un'esperienza che non occorre raccontare ancora, che ha fatto e sta svolgendo un lvor importante con i giocatori, con il tecnico. Uno è lo stratega, l'altro il consigliere, inevitabile pensare che il destino dell'Udinese continui con la simbiosi tra i due.

Su questa base Stramaccioni ha iniziato a lavorare: mettendo prima le mani sulla squadra ereditata da Guidolin, poi pian piano plasmandola nonostante i problemi di questa stagione (infortuni e rosa non pienamente competitiva). L'anno zero sta per finire con esperimenti che potrebbero rivelarsi utili per il futuro prossimo, quando la squadra si abbatterà anche con le nuove regole imposte dalla Figc. In  tal senso aver già annoverato Pontisso e Coppolaro in prima squadra oltre che un segnale di 'friulanità' è anche un passo importante che abbinato al lancio di Wague, alla promozione di Widmer titolare, dimostra quanto Strama non abbia timore di lanciare i giovani.

A questi la società dovrà abbinare l'esperienza: per l'attacco la questione Di Natale non esiste più. Anche qui Strama ha fatto un lavoro 'diplomatico' importante. Totò sa di avere la fiducia dell'allenatore, ma sa anche che il prossimo anno - per la prima volta - non partirà titolare. L'idea che frulla in testa da tempo al 'mister' è quella di giocare con tre punte, o comunque con una punta e due trequartisti offensivi. Indizi ne abbiamo visti ultimamente in amichevole, ma anche con la Fiorentina. Ora tempo per sperimentare c'è, ma c'è anche da capire quali saranno gli interpreti futuri di questa intenzione. Il sogno si chiama Quagliarella, ma anche Niang potrebbe essere un nome che ritornerà a sentirsi, oltre che a un paio che arriveranno dal Vecchio Continente, dove Andrea Carnevale e il suo team stanno volgendo le attenzioni.

Importante è anche la questione Allan: certamente se arriva un'offerta irrinunciabile, vale per l'Udinese come per tutti i club di a, la proprietà non dirà di no. Attualmente però, nella massima serie, solo il Napoli sembra essere davvero interessato al brasiliano e capace di prenderlo. Le altre sono chiacchiere. Anche perché l'intenzione di Pozzo è di trattenere il suo gioiello, complice proprio il lavoro di Strams che non ha solo compattato lo spogliatoio, ma ha creato anche un rapporto di estrema fiducia con i giocatori. Tanto che se una sua 'intercessione' con Allan avvenisse per proporgli direttamente di essere un uomo simbolo in una Udinese ambiziosa, il diretto interessano non direbbe no. Serve l'appoggio della dirigenza, ovviamente.

Per questo anche le voci di mercato, oggi, scivolano via: sono i soliti siti internet, le solite lingue dei procuratori a metterle in giro. La società lavora in silenzio, non risponde perché non ce n'è motivo, ma sa bene che i piani per l'Udinese che si affaccerà nel nuovo impianto sono competitivi.

DS In odore di conferma (scontata) anche il ds, Cristiano Giaretta, che sta svolgendo in piena sinergia con proprietà e squadra il suo lavoro.

Questo è: a qualcuno non piacerà (un giorno spiegherà anche perché tanto accanimento), ma a molti altri sì. L'Udinese del futuro nasce sotto il segno di Strama, dei giovani, di un paio di nomi importanti, di un  progetto che non può prescindere da quello dello stadio.

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